Inchiesta Beic Milano, Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo: turbativa d’asta e false dichiarazioni su conflitto d’interessi
Il caso riguarda il concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura, la cui costruzione è prevista in prossimità del Villaggio Olimpico a Scalo Romana
Novità in merito all'inchiesta Beic di Milano. Il giudice Fabrizio Fillice ha mandato a processo gli architetti e docenti al Politecnico di Milano Stefano Boeri e Cino Zucchi per turbativa d'asta e false dichiarazioni su conflitto d'interessi. Il caso riguarda il concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura, la cui costruzione è prevista in prossimità del Villaggio Olimpico a Scalo Romana. Rinviati a giudizio anche gli altri quattro professionisti, la prima udienza è fissata per il 17 aprile.
Inchiesta Beic Milano, Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo: turbativa d’asta e false dichiarazioni su conflitto d’interessi
L'inchiesta Beic Milano è iniziata nell'ottobre 2023 ed è stata coordinata dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e i pm Paolo Filippini, Mauro Clerici e Giancarla Serafini. Boeri e Zucchi facevano parte della commissione aggiudicatrice che ha decretato vincitore del bando una cordata di cui facevano parte alcuni allievi e partner professionali. L'accusa per entrambi è quella di non aver dichiarato eventuali possibili conflitti d'interesse in veste di commissari della giuria del concorso internazionale di progettazione della Biblioteca Europea, truccando così la gara.
Le repliche di Boeri e Zucchi
Così Boeri dopo la decisione del gup: "Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati".
Zucchi: "Sono molto tranquillo e credo che nel dibattimento si chiarirà tutto, perché ci sono prove abbastanza specifiche sul fatto che abbiamo sempre agito con rigore e correttezza e soprattutto senza mai collegare gli elaborati progettuali ai loro autori. Non farò mai più una giuria in vita mia. Sono trent'anni che faccio giurie e mi son sempre comportato con correttezza, anzi in genere mi chiamano perché sanno che sono una persona molto rigoroso". E ha aggiunto: "Talvolta delle narrazioni diventano più forti dei fatti concreti, ma il dibattimento chiarirà molte cose, sono sicuro".