Bimbo con cuore “bruciato”, danneggiati anche reni e polmoni, l’organo viaggió in un box di plastica, sequestrato il contenitore
Il bimbo a cui è stato trapiantato un cuore "bruciato" è in condizioni disperate
Il bimbo con il cuore "bruciato" rischia di non essere più trapiantabile, e a sostegno di questa tesi c'è il fatto che anche i reni e i polmoni del piccolo Tommaso si sono danneggiati. Ma non solo: il bimbo presenta anche un'infezione e un'emorragia cerebrale. E intanto spuntano anche delle inquietanti novità sul caso: il cuore viaggiò da Bolzano a Napoli in un box di plastica, e non in un contenitore in grado di monitorare la temperatura. Il box è stato sequestrato.
Bimbo con cuore “bruciato”, danneggiati anche reni e polmoni
Il bimbo a cui è stato trapiantato un cuore "bruciato" è in condizioni disperate. Il piccolo Tommaso rimane attaccato all'Ecmo al Monaldi di Napoli dallo scorso 23 dicembre. E per lui le porte di una possiblie sopravvivenza sembrano chiudersi sempre di più. Tommaso presenta infatti danni a reni e polmoni, ma non solo. Anche altri organi sarebbero danneggiati. Dettagli che allontanano il percorso sul trapianto di un cuore artificiale che voleva intraprendere la famiglia.
Nelle ultime ore si era fatta strada questa ipotesi, ma secondo alcuni esperti un cuore artificiale biventricolare impiantabile "è riservato preferenzialmente a un adulto in attesa di trapianto. In un bambino così piccolo è pressoché impossibile anche in ottimali condizioni cliniche". Per il Bambin Gesù di Roma non ci sono "le condizioni per un nuovo trapianto di cuore", mentre per il Monaldi "il piccolo è ricoverato in terapia intensiva sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione". La tac neurologica a cui si è sottoposto ieri il piccolo Tommaso ha evidenziato che il bambino è in condizioni simili a quelle del 10 febbraio.
L’organo viaggió in un box di plastica, sequestrato il contenitore
Intanto emergono nuovi dettagli sul trasporto del cuore da Bolzano a Napoli, trasportato in un box di plastica. Il cuore sarebbe stato danneggiato a causa delle temperature troppo basse e a provocare i danni sarebbe stato l'utilizzo del ghiaccio secco che arriva fino a -80 gradi, rispetto a quello tradizionale. Questo avrebbe bruciato una parte delle fibre del muscolo cardiaco, rendendolo inutilizzabile. Di questi aspetti si stanno occupando i Carabinieri del Nas di Trento e medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati.