Bimbo con cuore "bruciato", Bambin Gesù: "Non più trapiantabile", ma la famiglia: "Contatti col Niguarda per trapianto organo artificiale"
Il parere dell'ospedale Bambin Gesù di Roma è stato richiesto dalla famiglia del bambino. Tuttavia, non collima con quello del Monaldi, secondo cui "il bambino è trapiantabile perché è in lista d'attesa"
Secondo l'ospedale Bambin Gesù di Roma, il bimbo con il cuore "bruciato" non è più "trapiantabile". A riferire il parere dei medici del nosocomio è stato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi. Il piccolo Tommaso, di 2 anni e 4 mesi, resta ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Monaldi di Napoli, "è in condizioni gravi ma stabili". Oggi verrà sottoposto a una tac neurologica, uno degli esami fondamentali che verranno discussi durante il briefing medico previsto per lunedì.
Bimbo con cuore "bruciato", Bambin Gesù: "Non più trapiantabile", ma la famiglia: "Contatti col Niguarda per trapianto organo artificiale"
Il parere dell'ospedale Bambin Gesù di Roma è stato richiesto dalla famiglia del bambino. Tuttavia, non collima con quello del Monaldi, secondo cui "il bambino è trapiantabile perché è in lista d'attesa, secondo il parere del team che si sta occupando della cosa. Non è mai uscito da questa lista, se non brevemente in passato. Le condizioni sono molto gravi ma stabili".
Da questo punto di vista, si sta facendo strada un'ipotesi: l'impianto di un cuore artificiale come ponte in attesa di un nuovo trapianto. Una soluzione che che rappresenterebbe un passaggio delicatissimo, ma potenzialmente decisivo che potrebbe consentire di mantenere in vita il bambino in attesa di un nuovo organo compatibile.
A mettere in contatto la famiglia con l'ospedale milanese è stato Giovanni Gravili, fondatore dell'associazione "Nodi d’Amore", che ha dichiarato: "Quando è arrivata la richiesta di aiuto ho provato a costruire un ponte tra la famiglia e un medico del Niguarda di Milano che conosco. Forse può fare qualcosa anche per questo bambino. Ma servono le cartelle cliniche". Dopodiché ha precisato che non c'è ancora una "richiesta formale". Il primario coinvolto si sarebbe comunque reso disponibile a esaminare tutta la documentazione clinica per valutare se esistano le condizioni per l'impianto.
Il bimbo resta in coma farmacologico collegato all'Ecmo a cui è stato collegato subito dopo il trapianto di un cuore compatibile prelevato a Bolzano ma fallito perché l'organo, giunto a Napoli via aereo, era danneggiato. Sono sei i sanitari iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose.