Processo Chiara Petrolini, le perite: "Il suo principale interlocutore è il web, è sola e immatura ma non ha nessun deficit"

Le perite della Corte di assise di Parma Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli hanno motivato in aula la capacità di intendere e di volere della giovane

Il processo a Chiara Petrolini entra in una fase cruciale. Le perite della Corte di assise di Parma Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli hanno motivato in aula la capacità di intendere e di volere della giovane, accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati partoriti a un anno e mezzo di distanza l'uno dall'altro a Traversetolo. "Per noi Chiara Petrolini è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio". Tuttavia, si tratta di "immaturità tali" che "non rilevano in termini di imputabilità" della ragazza cioè non modificano "la valutazione sulla capacità di intendere e di volere".

Processo Chiara Petrolini, le perite: "Il suo principale interlocutore è il web, è sola e immatura ma non ha nessun deficit"

Le psichiatre Verga e Ghiringhelli hanno motivato oggi in aula le motivazioni che le hanno portate a stabilire che Chiara Petrolini è capace di intendere e di volere. Durante l'introduzione è stato sottolineato un aspetto importante, cioè che la ragazza avesse "un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare", da cui si sono ricavate anche le informazioni sulla sua seconda gravidanza. Il web "ha una funzione suppletiva che consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna".

La Petrolini viene definita come un soggetto immaturo e fragile. Tuttavia, "pur avendo un'età adulta presenta fragilità. Non ha un deficit, ha delle tappe evolutive in ritardo rispetto alla sua età anagrafica". E per questo motivo non si può "parlare di pericolosità sociale".

Riguardo alle modalità di relazione di Chiara con gli altri, la ragazza viene definita come "vendicativa". "Non è vendicativa del tipo 'ti buco le gomme' - hanno detto - ma tende a rendere l'altro responsabile di qualcosa. Lo ha fatto anche con noi. Come se fosse il suo modo di mettere in difficoltà l'altro, per riportare equilibrio dentro se stessa". Poi si entra nel concreto e viene sottolineata la sua reazione al fatto che le persone intorno a lei non si accorsero che era incinta, che si potrebbe riassumere così secondo le perite: "Come è possibile che non se ne siano accorte? Io ho fatto qualcosa che non va bene, ma tu non ti sei accorto di niente: sicuro di essere migliore di me, di potermi giudicare?".