Omicidi in Italia in calo nel 2025 a 286, -15% sul 2024, compresi i femminicidi a 97, -18%; smentita narrazione di tv e siti
Gli omicidi in Italia sono pochissimi e in calo. I femminicidi in Italia restano alti (il 34% degli assassinati sono donne) ma parliamo di un fenomeno in discesa anno dopo anno. Questo dicono i dati. La propaganda la lasciamo ad altri
Chi sta all'opposizione, di un governo nazionale o locale, di destra o di sinistra, parlerà sempre di emergenza sicurezza, strumentalizzando i casi, qui e la, e sfruttando l’effetto mediatico esponenziale che una singola vicenda oggi può assumere grazie soprattutto ai social. E, quindi, ci si imbatte in narrazioni su violenza nelle strade, omicidi a go-go, femminicidi come se piovessero. Sia chiaro, sempre troppi. Ma mai così pochi nella storia italiana.
Come ormai è prassi sul Giornale d’Italia, ci si deve infatti affidare ai numeri ufficiali per conoscere la verità: secondo i dati del Ministero dell’interno-Dipartimento della pubblica sicurezza-Direzione centrale della polizia criminale, nel corso del 2025 gli omicidi in Italia (i casi di assassinio volontario indipendentemente dal genere di vittima) sono calati a quota 286, giù del 15% rispetto ai 335 del 2024. Come spiegano dal Viminale, “si tratta del numero più basso dell’ultimo decennio”. Ripeto, 286 omicidi. Ovvero il numero di morti ammazzati all’anno che nei tanto rimpianti anni 70-80 poteva esserci nella sola Milano di Turatello-Vallanzasca-Epaminonda.
Nell’immediato dopoguerra si viaggiava in Italia a un ritmo di oltre 4 mila omicidi all’anno. Successivamente nel 1982, tanto per fare un esempio, si toccò il record in età moderna, con 1.983 omicidi. Ma nel 1991 gli omicidi in Italia erano ancora 1916, quasi sette volte rispetto al 2025. Tempi di faide tra mafie e terrorismo ancora attivo. Nel 2015 c’erano tuttavia 475 persone assassinate, e nel 2016 si era scesi solo a 408.
Perciò in Italia, negli ultimi anni, gli omicidi sono davvero pochissimi, 286 nel 2025, e la Penisola è uno dei paesi più sicuri al mondo da questo punto di vista, poiché i numeri non sono contestabili, e tutti gli omicidi vengono registrati, al contrario, magari, di violenze domestiche, scippi o furti, che spesso non sono neppure denunciati e quindi non finiscono nelle statistiche.
Un altro capitolo dello storytelling mediatico è dedicato ai femminicidi, uomini che uccidono le donne. Sembrerebbe un fenomeno in crescita verticale, col patriarcato imperante. Perlomeno se si guardano le trasmissioni tv del pomeriggio su Rai 1 o Canale 5, oppure i vari Chi l’ha visto, Quarto grado, ecc. O se si leggono certi siti web o giornali. Ebbene, secondo gli incontestabili dati del Ministero dell’interno, nel 2025 sono state assassinate in Italia 97 donne, -18% rispetto alle 118 del 2024, con cali ancor più marcati se confrontati alle 120 nel 2023, alle 130 del 2022. O, andando più indietro, alle 152 del 2016. In particolare, nel 2025, tra le 97 vittime si segnala che 85 sono state “uccise per mano di un soggetto riconducibile all’ambito familiare-affettivo, una casistica che segna un -16% rispetto al 2024. Delle 85 uccise in famiglia, 62 sono state soppresse per mano del partner o ex partner”. Tra le mura di casa, peraltro, vengono ammazzati anche 43 uomini, di cui nove per mano del partner o ex partner.
Quindi, in sintesi: gli omicidi in Italia sono pochissimi e in calo. I femminicidi in Italia restano alti (il 34% degli assassinati sono donne) ma parliamo di un fenomeno in discesa anno dopo anno. Questo dicono i dati. La propaganda la lasciamo ad altri.
Di Stefano Bastoni