Sanremo 2026, Pucci rinuncia alla co-conduzione dopo insulti sui social “Fascista, razzista e omofobo”: "Incomprensibile e inaccettabile"

Il comico ha parla di un’"onda mediatica negativa" che avrebbe alterato il rapporto con il pubblico

Clamoroso dietrofront a poche ore dall’annuncio ufficiale quello di Andrea Pucci che ha deciso di rinunciare al ruolo di co-conduttore della terza serata del Festival di Sanremo 2026, dopo le polemiche esplose sui social in seguito alla scelta di Carlo Conti. In una nota, l’attore e comico spiega di aver ricevuto insulti e minacce rivolti anche alla sua famiglia.

Sanremo 2026, Pucci rinuncia alla co-conduzione dopo insulti sui social “Fascista, razzista e omofobo”: "Incomprensibile e inaccettabile"

"Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili", ha scritto Pucci, parlando di un’"onda mediatica negativa" che avrebbe alterato il rapporto con il pubblico. Pucci ha sottolineato che il suo lavoro è sempre stato quello di portare leggerezza e far ridere, raccontando usi e costumi del Paese attraverso la satira. "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono parole che evidenziano odio verso l’essere umano e io non ho mai odiato nessuno", ha aggiunto, ringraziando Carlo Conti e la Rai per la fiducia.

Secondo il comico, le condizioni per svolgere serenamente il proprio mestiere non ci sono più, motivo per cui ha deciso di fare un passo indietro rispetto a un palco così importante come quello dell’Ariston. Alla rinuncia di Pucci è arrivata la solidarietà dellaipresidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha scritto "Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa di un clima di intimidazione e odio", esprimendo vicinanza al comico e alla sua famiglia. Anche altri esponenti politici sono intervenuti sul caso, parlando di pressione ideologica e di rischio per la libertà di espressione artistica.

Nei giorni precedenti all’annuncio del passo indietro, sui social si erano moltiplicate le critiche alla scelta di Pucci come co-conduttore, con accuse di omofobia, sessismo e posizioni politiche radicali legate a battute del passato. Un clima che ha trasformato la sua partecipazione a Sanremo 2026 in un caso mediatico, culminato nella rinuncia ufficiale. Ora resta da capire chi affiancherà Carlo Conti nella terza serata del Festival, mentre il dibattito sul confine tra satira, libertà artistica e responsabilità pubblica resta più acceso che mai.