Crans- Montana, le accuse del "figlioccio" Jean-Marc Gabrielli: “Moretti non mi hanno formato sulle procedure di sicurezza”
Inoltre, oggi davanti ai pm comparirà Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, indagato per i presunti mancati controlli sull’edificio
Jean-Marc Gabrielli, il "figlioccio" dei proprietari del locale distrutto dall’incendio di Capodanno a Crans-Montana, ha dichiarato agli inquirenti di non aver mai ricevuto formazione sulle emergenze e sulle procedure di sicurezza. Le sue parole arrivano mentre proseguono le indagini sul rogo che ha causato 41 morti e 115 feriti, partono i primi indennizzi alle vittime e si rafforza il coordinamento giudiziario tra Svizzera e Italia. Oggi Christophe Balet, il responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, verrà interrogato poiché indagato per i presunti mancati controlli sull’edificio.
Crans- Montana, le accuse del "figlioccio" Jean-Marc Gabrielli: “Moretti non mi hanno mai formato sulle procedure di sicurezza”
Sentito a Sion dagli investigatori del Canton Vallese, Gabrielli ha raccontato di essere arrivato al bar Le Constellation prima dello scoppio dell’incendio e di non aver mai seguito corsi o addestramenti per la gestione delle emergenze. “Non sono mai stato formato sulle procedure di sicurezza”, ha dichiarato, chiamando in causa Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale e oggi indagati. Le sue affermazioni rafforzano il filone investigativo che punta a chiarire eventuali responsabilità nella preparazione del personale e nell’organizzazione delle misure di prevenzione. Gabrielli gestiva anche il Vieux Chalet, altro locale riconducibile ai Moretti, ed era il compagno di Cyane, la cameriera morta durante l’evacuazione mentre indossava un casco. Il suo racconto si inserisce in un quadro già segnato da testimonianze contrastanti su quanto accaduto nei minuti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio.
Intanto Jacques e Jessica Moretti hanno scritto una lunga lettera ai dipendenti per respingere le accuse circolate nelle ultime settimane. “Eravamo lì, di fronte al caos, terrorizzati da queste scene di guerra, cercando di fornire assistenza”, hanno scritto, definendo “gravi menzogne” le voci secondo cui sarebbero fuggiti portando con sé l’incasso. Nella missiva ribadiscono la collaborazione con la magistratura e assicurano di aver pagato gli stipendi nonostante il congelamento dei conti disposto dall’autorità giudiziaria. Sul fronte dell’assistenza, il Cantone del Vallese ha avviato l’erogazione degli indennizzi d’urgenza. Sono già stati effettuati 48 versamenti da 10.000 franchi ciascuno, destinati a vittime e familiari delle persone decedute. Parte delle somme è stata accreditata su conti esteri, anche in Italia, mentre le autorità spiegano che i tempi di pagamento dipendono dalle verifiche amministrative richieste dalla procedura.
Si rafforza anche il coordinamento internazionale. L’Ufficio federale di giustizia svizzero ha invitato la Procura di Roma a un incontro tecnico con i magistrati del Canton Vallese per condividere lo stato delle indagini, coordinare le attività investigative e definire i prossimi passi della rogatoria italiana. Sul tavolo anche l’ipotesi di squadre investigative comuni. Oggi è previsto un nuovo passaggio chiave dell’inchiesta. Davanti ai pm comparirà Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, indagato per i presunti mancati controlli sull’edificio. All’audizione assisterà anche Jacques Moretti, che ha dichiarato “Siamo annientati. Penso ogni istante alle vittime”. L’interrogatorio, alla presenza di numerosi legali delle famiglie coinvolte, punta a chiarire il ruolo delle autorità locali nella catena delle verifiche e delle autorizzazioni.
Nel frattempo il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin ha visitato i feriti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. “Sono venuto oggi per fare visita ai feriti e alle loro famiglie, per esprimere il pieno sostegno della Svizzera e della Confederazione. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”, ha detto, ringraziando anche le autorità sanitarie italiane per la collaborazione.