Chi era Simone Bonino, l'ex bodyguard di Alberto Genovese morto in un incidente a Milano, dalla compagna alle foto con Samira Lui al ruolo a Terrazza Sentimento
Bonino aveva lavorato per anni come bodyguard di personaggi famosi, ma il suo nome era diventato noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo ricoperto accanto all’imprenditore Alberto Genovese durante le feste di “Terrazza Sentimento”
Simone Bonino lavorava nel mondo della sicurezza privata ed era noto, in particolare, per essere stato il bodyguard di Alberto Genovese: è morto all'età di 45 anni in un incidente stradale all’alba del 24 gennaio 2026 in corso Sempione a Milano. Un mezzo dell'Amsa gli avrebbe tagliato la strada mentre lui era a bordo della sua Bmw, coinvolgendo anche un altro veicolo.
Il post più recente pubblicato da Bonino sui social risale al giorno del suo compleanno, celebrato con ironia attraverso un fotomontaggio che univa la sua immagine a quella della torta.
Chi era Simone Bonino, l'ex bodyguard di Alberto Genovese
Bonino aveva lavorato per anni come bodyguard di personaggi famosi, ma il suo nome era diventato noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo ricoperto accanto all’imprenditore Alberto Genovese durante le feste di “Terrazza Sentimento”.
Era nato il 19 novembre 1980 e aveva da poco compiuto 45 anni. Aveva celebrato il compleanno sui social con un fotomontaggio che mostrava una torta con le candeline accanto a una sua foto insieme a Mike Tyson, uno dei tanti personaggi famosi che negli anni si erano affidati alla sua protezione. Nel corso della sua carriera aveva lavorato infatti come guardia del corpo per diversi VIP, tra cui sportivi, volti televisivi e imprenditori. Era molto presente nell’ambiente milanese della nightlife e degli eventi privati.
Simone Bonino morto in un incidente stradale
La mattina dell’incidente, Bonino stava guidando la sua BMW quando, secondo le prime ricostruzioni della polizia locale, un mezzo dell’Amsa non avrebbe rispettato la precedenza, colpendo la fiancata dell’auto e spingendola contro un semaforo e la segnaletica verticale, prima dell’impatto con un terzo veicolo. È morto poco dopo il ricovero all’ospedale Fatebenefratelli.
Il ruolo a Terrazza Sentimento
Il nome di Simone Bonino era emerso con forza durante l’inchiesta su Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per violenze e abusi avvenuti nel suo superattico con vista su piazza Duomo, noto come “Terrazza Sentimento”. Bonino era la guardia del corpo che avrebbe presidiato la zona più sensibile dell’appartamento, in particolare la camera da letto.
Secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, Bonino era presente davanti alla porta della stanza anche la notte del 10 ottobre 2020, quando una giovane di 18 anni denunciò di essere stata violentata. In un’intervista rilasciata all’epoca, aveva dichiarato: "Ognuno fa quel che vuole in casa propria", sostenendo di non aver sentito urla e affermando che avrebbe raccontato tutto “quando l’indagine sarà finita”. "Mi dissero che all'interno c'erano oggetti di valore", aveva dichiarato in un altro momento, giustificando la sua presenza in quel luogo. Era considerato uno dei testimoni chiave del caso, poiché conosceva da vicino le dinamiche delle feste e i movimenti all’interno dell’attico.
Gli ultimi post sui social
Sui social, Simone Bonino mostrava spesso momenti della sua vita professionale e personale. L’ultimo periodo era segnato da immagini che lo ritraevano con personaggi famosi, a testimonianza della sua lunga esperienza come bodyguard. La foto di copertina del suo profilo Instagram era uno scatto insieme a Mike Tyson, simbolo della sua carriera nel settore della sicurezza privata. In altri post comparivano volti noti come Massimo Boldi, Samira Lui e altri VIP che negli anni avevano scelto di affidarsi a lui.
Il post più recente risaliva al giorno del suo compleanno, celebrato con ironia attraverso un fotomontaggio che univa la sua immagine a quella della torta. Un contenuto che oggi assume un valore diverso, diventando l’ultimo segno pubblico lasciato da un uomo che aveva costruito la sua vita professionale intorno alla protezione degli altri.
Un anno e mezzo fa, Bonino su Instagram aveva postato una foto in bianco e nero, da un letto di ospedale: era ricoverato al Niguarda per non meglio precisati problemi di salute, che poi superò. "Bianco e Nero perché oramai il pericolo è passato. Il 4 agosto dovevo morire ma per fortuna o per destino il buon Dio ha deciso che non era ancora la mia ora.. Ora è il momento di curarmi e di volermi bene", aveva scritto il bodyguard.