Procedimento disciplinare per 10 vigili del fuoco inginocchiati contro genocidio a Gaza, Sindacato d'Azione: "Grave, popolo prenda posizione"

Il Sindacato d'Azione ha diffuso un comunicato riguardante il procedimento disciplinare per i 10 vigili del fuoco inginocchiati contro genocidio a Gaza durante un corteo pro-Palestina a Pisa dello scorso settembre

Il Sindacato d'Azione ha diffuso un comunicato riguardante il procedimento disciplinare per i 10 vigili del fuoco inginocchiati contro genocidio a Gaza durante un corteo pro-Palestina a Pisa dello scorso settembre. Un gesto che secondo il Ministero dell'Interno avrebbe addirittura gettato "discreditato tutto il Corpo". Tuttavia, in questi giorni i sindacati si stanno mobilitando, ed anche l'USB ha diffuso un comunicato nel quale esprime vicinanza ai 10 vigili del fuoco, ed ha anche annunciato un dibattito pubblico a Roma il 28 gennaio alle 15 alla sala "Aci" in via Marsala, 10.

Procedimento disciplinare per 10 vigili del fuoco inginocchiati contro genocidio a Gaza, Sindacato d'Azione: "Grave, popolo prenda posizione"

Ecco il comunicato: "Il Governo, attraverso il Viminale, ha avviato un’azione nei confronti dei Vigili del Fuoco di Pisa che, nel settembre 2025, si erano inginocchiati in segno di solidarietà verso le vittime del massacro in corso a Gaza.

Riteniamo questa iniziativa grave e profondamente sbagliata. Colpire un gesto simbolico, pacifico e umanamente comprensibile significa travalicare i limiti dell’autorità e trasformare il potere istituzionale in strumento di intimidazione.

Di fronte a un atto che appare come un evidente abuso, non è più sufficiente il silenzio. È necessario che la popolazione prenda posizione, perché quando si punisce la coscienza, si mette in discussione la libertà di tutti.

A questo punto, ciascuno è chiamato a interrogarsi e ad agire secondo la propria coscienza. Non esiste un’unica forma di azione, né una risposta preconfezionata: esiste la responsabilità personale di non restare neutrali.

Informarsi, parlare, dissentire, sostenere, esporsi nei modi che ognuno ritiene giusti e possibili.

Crediamo che la coscienza, quando è viva, non resti immobile. E che ogni atto, anche il più semplice, contribuisca a tracciare il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è più".