Garlasco, Cassazione boccia l’inchiesta su corruzione Venditti-Sempio: no al sequestro dei telefoni del magistrato in pensione

Dalla Cassazione arriva una bocciatura all'inchiesta che coinvolgeva l'ex procuratore di Pavia e il papà di Sempio

La Cassazione boccia l'inchiesta su corruzione Venditti-Sempio relativa al delitto di Garlasco e sui possibili "20-30 mila euro" che Giuseppe Sempio, papà di Andrea, avrebbe versato al magistrato in pensione per archiviare l'accusa nei confronti del figlio nel 2017. Dalla Suprema Corte è arrivato un "rigetto totale" del ricorso presentato dalla procura di Brescia contro l’ordinanza con cui il Tribunale del riesame il 17 novembre 2025 ha annullato i sequestri di tre telefoni, due pc, due Ipad, due hard disk e due chiavette usb in uso al magistrato 72enne in pensione, ed eseguito il 24 ottobre. 

Garlasco, Cassazione boccia l’inchiesta su corruzione Venditti-Sempio: no al sequestro dei telefoni del magistrato in pensione

Bocciata l'indagine di Brescia sulla possibile corruzione che vedeva coinvolti l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, papà di Andrea. Il primo era sotto accusa con l'ipotesi di aver ricevuto "20-30mila euro" per "favorire Sempio nel 2017". Secondo il decreto di perquisizione della Procura bresciana "dagli appunti manoscritti sequestrati" il 14 maggio 2025 "presso l’abitazione dei genitori di Andrea Sempio" "emergerebbe che agli inizi del mese di febbraio 2017 fosse stata proposta o comunque ipotizzata" una somma di denaro a Venditti "correlata alla archiviazione del procedimento" e "ricavabile dalla scritta 'VENDITTI GIP ARCHIVLA X 20. 30. € euro'" e con "l'archiviazione" che "è in effetti stata richiesta in data 15 marzo 2017 e accolta dal Gip in data 23.3.2017".

Tuttavia, il caso relativo alla morte di Chiara Poggi continua ad essere più attuale che mai. Andrea Sempio è stato iscritto nel registro degli indagati in una nuova inchiesta 18 anni dopo il delitto, a seguito di nuove analisi del DNA e di una traccia palmare ritrovata sulla scena del crimine e attribuita a lui tramite nuove tecniche investigative.