Campobasso, madre e figlia morte per "intossicazione alimentare", indagati 5 sanitari, Asrem: "Rispettati i protocolli del Pronto Soccorso"
Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Campobasso sono di omicidio e lesioni colpose. Gli investigatori hanno sequestrato cartelle cliniche e prodotti alimentari - tra cui scarti organici - per risalire alla causa del malore fatale
Cinque sanitari, tra medici e infermieri, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Campobasso con l'accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e responsabilità penale in ambito sanitario, relativamente al decesso, avvenuto lo scorso sabato 27 Dicembre, di Antonella Di Ielsi e della secondogenita Sara Di Vita, a causa di una sospetta "intossicazione alimentare" seguita ad un pasto a base di pesce.
Campobasso, madre e figlia morte per "intossicazione alimentare", indagati 5 sanitari, Asrem: "Rispettati i protocolli del Pronto Soccorso"
Sono ancora tanti gli interrogativi sorti dopo la morte della 50enne Antonella Di Ielsi e della figlia di 15 anni che, dopo una cena a base di pesce, frutti di mare e cozze avvenuta il giorno della vigilia di Natale, hanno accusato malori che si sono presto rivelati fatali. Nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura molisana guidata dal procuratore capo Nicola D'Angelo, almeno cinque risultano ora le persone (tra medici e infermieri che erano in turno quando la madre e la figlia arrivarono al Pronto Soccorso per poi essere dimesse) indagate con l'accusa di omicidio e lesioni colpose, e di specifica responsabilità penale in ambito sanitario.
L'iscrizione alla lista degli indagati risulta essere sostanzialmente un atto necessario per poter procedere con gli accertamenti tecnici indispensabili, utili a fare luce sulla causa del decesso delle due vittime. Com'è noto infatti, madre e figlia - insieme al padre 55enne Gianni Di Vita, anche lui sentitosi male e successivamente ricoverato d'urgenza - si erano rivolte al Pronto Soccorso dell'Ospedale Cardarelli ben due volte. E per quelle due volte erano state dimesse dalla struttura ospedaliera con la diagnosi di semplice gastroenterite. Sabato erano tornate al Pronto Soccorso per la terza volta, quando però ormai non c'era più nulla da fare.
Ieri pomeriggio gli investigatori hanno perquisito l'abitazione della famiglia Di Vita, attualmente sotto sequestro, trattenendo alimenti, prelevando conserve, barattoli, cibo e resti organici recuperati dai rifiuti, elementi fondamentali che sveleranno, tramite appositi accertamenti tossicologici, se a portare alla morte Antonella e Sara fu un'"intossicazione" alimentare, un'"intolleranza" alimentare o altri fattori. Intanto, parallelamente alla "pista alimentare", la Procura sta facendo luce sulla ricostruzione degli accessi al Pronto Soccorso e sull'iter sanitario adottato dal personale verso le pazienti. Il quadro è particolarmente complesso: non si tratta solo di accertare eventuali responsabilità individuali ma appunto di risalire con assoluta precisione, all'origine della patologia così da poter tutelare la salute pubblica tenendola lontana da fonti di rischio.
Da parte sua, l'Asrem (Azienda sanitaria regionale del Molise) ha dichiarato, nella persona del direttore generale Giovanni Di Santo, di aver avviato "tutte le indagini diagnostiche previste dai protocolli, dalle linee guida e dalle best practices. Durante la permanenza, le persone sono state assistite e idratate". Il padre della 15enne, Gianni Di Vita, è stato intanto trasferito allo Spallanzani dove le sue condizioni vengono descritte come "stabili". Con lui anche la prima figlia, che non ha accusato alcun tipo di malessere.