31 Marzo 2022
Importante sentenza del Tribunale di Bologna riguardo il vaccino contro il Covid. La corte ha infatti deciso di dare ragione a una madre che non vuole immunizzare la figlia 13enne, rigettando per il momento il ricorso del padre che invece chiede che la minore venga vaccinata. La richiesta del padre non è stata dunque accolta e verrà rinviata a non prima del 24 febbraio 2023. Quel giorno, alle 9.45, è fissata l’udienza davanti alla prima sezione civile della Corte d’Appello chiamata a pronunciarsi sul ricorso del padre dopo la decisione del tribunale di lasciare libera scelta alla figlia.
A Bologna due genitori, non coniugati e non più conviventi hanno cercato di strapparsi la "preda" a vicenda. Due teste con idee diverse che potrebbero aver influito sulla scelta della ragazza. Il tribunale rimarca che "il contrasto ruota attorno all’esercizio della responsabilità genitoriale sulla figlia, in affido condiviso". Lui "sì vax’" lei con idee opposte e accusata dall’ex di aver "suggestionato" la figlia, inizialmente favorevole al vaccino, e di "averle fatto il lavaggio del cervello" dopo "otto mesi vissuti esclusivamente con lei". Motivi che hanno spinto il padre ad agire per vie legali, presentando il 28 settembre 2021 ricorso in tribunale attraverso l’avvocato Lorenzo Casanova.
La ragazza aveva scelto di sua spontanea volontà di non vaccinarsi, seguendo l'esempio della madre. Una "lotta" famigliare che sia dentro le mura di casa che non, è andata ad incidere maggiormente sulla 13enne. Ma la giustizia ha fatto peggio, rinviando la decisione tra un anno.
Da parte della madre "l’opposizione materna alla vaccinazione si fonda essenzialmente su tre rilievi: il rifiuto espresso dalla minore di sottoporsi all’inoculazione del vaccino; la non conoscenza, allo stato, degli effetti collaterali; il grave rischio a cui sarebbe inutilmente sottoposta la ragazzina, trattandosi di un vaccino ancora in fase sperimentale". Per questo "è imprescindibile valorizzare la volontà della tredicenne", sentita quello stesso giorno e per Ctu e giudici apparsa "matura, serena, senza incertezze nel manifestare la volontà di non ricevere il vaccino, sia perché non particolarmente interessata alla vita sociale, sia perché spaventata dagli effetti dello stesso". Lo scrivevano i giudici del civile il 2 novembre.
Nonostante la giovane età la scelta finale è sua e il ricorso del padre va rigettato. Una decisione immediatamente impugnata con reclamo depositato in Appello due giorni più tardi. Il caso verrà ora discusso in Appello il 24 febbraio 2023, scelta che ha creato sgomento nel ricorrente. "La trattazione tra oltre un anno – scrive nell’istanza di anticipazione dell’udienza che ha depositato il 13 gennaio – potrebbe avere gravissime conseguenze per la salute della minore e rendere addirittura vana l’instaurazione del giudizio".
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