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L'analisi statistica

Le radici dell'odio: crimini e reati d'odio in Europa e negli USA

Che si tratti di questioni etniche, religiose o discriminazioni di genere, i cosiddetti crimini d'odio sono tra i più detestabili e subdoli. Ma purtroppo sono in crescita, in Europa come oltreoceano. Adnkronos e Expleo hanno scattato una fotografia sulla situazione dei reati d'odio a partire dai dati dell'OSCE e del FBI

11 Novembre 2021

Le radici dell'odio: crimini e reati d'odio in Europa e negli USA

(Adnkronos) -

Crimini d'odio: cosa sono e come nascono

"Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza la necessità di accettarlo", una frase pronunciata dal filosofo greco Aristotele, più di 2.000 anni fa, ma sempre attuale, che riconosce l'importanza del dialogo e del rispetto dei punti di vista degli altri. Sono trascorsi oltre due millenni dal monito del celebre filosofo, eppure non molto sembra essere cambiato. Evidentemente la comprensione e l'accettazione della diversità sono questioni antiche quanto l'esistenza dell'uomo. E purtroppo negli ultimi anni assistiamo a un aumento costante dei reati d'odio. Cosa sono esattamente i crimini d'odio? Si intendono tutti quegli atti, sotto ogni forma di violenza, compiuti contro persone e/o beni ad esse associati, sulla base della loro appartenenza (vera o presunta) a un determinato gruppo sociale, identificato sulla base dell'etnia, della religione, dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere, di particolari condizioni fisiche o psichiche. Uno dei problemi legati ai reati d'odio è che risultano spesso difficili da identificare e quindi da prevenire. Tale tipologia di reati infatti si manifesta come comportamento attuato d'impulso e senza razionalità, spesso frutto di meccanismi mentali di distorsione della realtà causati da pregiudizi, ideologie e percezioni errate. Altresì, vengono definiti come "target crimes" ovvero reati con uno specifico bersaglio attraverso il quale l'autore del crimine lancia un messaggio di non accettazione di una persona o di una comunità. Adnkronos ed Expleo hanno cercato di tracciare il punto della situazione sui crimini d'odio a partire dai dati forniti da OSCE – Organization for Security and Cooperation in Europe – per la situazione in Europa e dal F.B.I. - Federal Bureau of Investigation Uniform Crime Reporting – per la situazione negli Stati Uniti, oltre a quelli di diverse associazioni che operano per la difesa dei diritti umani in Italia. I Paesi inclusi nell'analisi sono: Regno Unito, Finlandia, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Germania, Austria, Irlanda, Cipro, Spagna, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Lituania, Slovenia, Stati Uniti. I Paesi non inclusi non riportano dati in merito ai crimini d'odio e quindi non sono stati oggetto dell'analisi.

Europa sempre più intollerante

La crescita complessiva del 23% dei crimini d'odio registrati dalla polizia in Europa nel periodo compreso tra il 2016 e il 2019 è indicativa di una tendenza che si inserisce in un quadro generale di cambiamenti geopolitici di grande rilevanza relativi al quadriennio oggetto dei dati. Tra questi ricordiamo gli imponenti flussi migratori verso il continente europeo, il referendum sulla Brexit e nel 2017 gli attentati di matrice terroristica perpetrati a Londra, Manchester, Parigi, Madrid, Stoccolma. Forse non è un caso se il 2018 è l'anno della serie in analisi che registra il maggior numero di casi complessivi di crimini d'odio in Europa (129.741) di cui 87.172 dovuti a motivi di razza e xenofobia, contro i 72.303 del 2016. Non di meno, si registra un costante aumento anche nei dati relativi a crimini d'odio contro la comunità LGBTI: dai 13.000 complessivi del 2016 ai 19.924 del 2019. La terza macro categoria che registra il maggior numero di reati d'odio a livello continentale è quella contro i disabili, con numeri anche in questo caso in aumento, da 6.117 crimini registrati dalla polizia nel 2016 a 8.757 nel 2019.

UK al primo posto nei crimini d'odio

Dall'analisi dei dati su crimini d'odio registrati nell'anno 2019 in Europa, emerge come il Regno Unito detenga il triste primato con un totale di 109.401 casi registrati dalla Polizia. Per capire l'entità del dato che supera ampiamente anche quello complessivo degli Stati Uniti, si pensi che per lo stesso anno, al secondo posto a livello europeo si trova la Francia con un totale di 4.465 casi e al terzo posto la Germania con 2.469. Uno scarto davvero importante, spiegabile, almeno in parte, con alcuni fattori interni al Regno Unito: il miglioramento dell'efficienza nella registrazione dei casi di crimini d'odio da parte della polizia britannica, la classificazione degli stessi reati che comprende anche categorie di ordine pubblico, il referendum sulla Brexit e gli atti terroristici del 2017. In particolare quest'ultimo evento, inasprito da una certa parte politica, pare abbia portato al considerevole aumento di reati di matrice razzista e xenofoba nel Regno Unito.

I motivi dell'odio in Italia

I dati OSCE relativi al nostro Paese per il quadriennio 2016-2019 indicano una crescita del 52% dei reati d'odio. In particolare la categoria dove si è registrato l'incremento maggiore in Italia è quella dei crimini a causa dei pregiudizi sull'orientamento sessuale: dai 38 casi del 2016 ai 107 casi totali del 2019, con un +182%. I reati legati a motivi razziali e xenofobi salgono invece del 63%, da 494 del 2016 a 805 del 2019. Analizzando nello specifico il motivo del pregiudizio che l'autore nutre nei confronti della vittima, si scopre che nel 2019 in Italia i reati maggiormente registrati dalla polizia riguardano odio razziale e xenofobia (72%). Un dato che sottolinea come nel nostro Paese il motivo principale di odio è legato alle caratteristiche etniche della vittima. Al secondo posto, ma molto distanziato rispetto all'odio razziale, rientrano i reati legati a discriminazioni dovute alla disabilità (18%), seguiti dai crimini legati all'orientamento sessuale (10%).

Le forme dell'odio: dalla violenza fisica alla profanazione di tombe

Registrato che anche nel nostro Paese i reati d'odio sono in aumento negli ultimi anni, vediamo ora in quali forme più ricorrenti questi si manifestano. Secondo i dati OCSE le principali forme di crimine d'odio commesse in Italia nel 2019 sono: incitamento alla violenza (310 casi registrati), aggressione fisica (241 casi), profanazione di tombe (152 casi).

La discriminazione nella vita quotidiana

Quando si tratta di crimini d'odio, è importante registrare lo stato d'animo delle vittime che nella vita di tutti i giorni subiscono discriminazioni. Ma quali sono gli ambiti principali in cui le vittime vengono discriminate? Il primo è il mondo del lavoro. Infatti, secondo un sondaggio condotto nel 2018 dall'Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali su un campione di circa 3 mila persone, risulta che negli ultimi 5 anni il 25% degli intervistati ha percepito discriminazione per questioni etniche e colore della pelle durante la ricerca di un lavoro. Il 24% del campione ha subito discriminazioni sul luogo di lavoro. Il 22%, invece dichiara di essere stato discriminato nei servizi pubblici o privati, come uffici e strutture della pubblica amministrazione, ristoranti, bar, mezzi di trasporto.

Cosa non si fa per odio: i dati della società civile in Italia

Nell'analisi delle statistiche sui crimini d'odio è importante tenere conto delle segnalazioni da parte della società civile, ovvero associazioni e organizzazioni che operano al di fuori dell'area istituzionale, che hanno spesso il polso della situazione registrando in maniera dettagliata fatti e incidenti relativi alla discriminazione. La maggior parte di questi dati provenienti dalla società civile e resi disponibili dall'OSCE, risultano in linea con quelli raccolti dalle Forze di Polizia. In particolare in Italia nel 2019 il maggior numero di segnalazioni, 105, riguardano razzismo e xenofobia, seguite da 71 segnalazioni per crimini contro i Cristiani. In questo caso i reati riguardano principalmente danneggiamenti a chiese, profanazione di tombe, insulti e minacce verso i Testimoni di Geova. Al terzo posto sono state registrate 56 segnalazioni per crimini legati all'orientamento sessuale/di genere. L'analisi indica inoltre quale sia la tipologia di reato commesso. Al primo posto ci sono aggressioni fisiche verso le persone (124 segnalazioni), al secondo posto attacchi alla proprietà o ai beni privati (74 segnalazioni), al terzo posto le minacce, spesso di morte (56 segnalazioni).

Quanto pesa l'odio sul totale dei crimini

Per avere un quadro della situazione dei reati d'odio in Italia può essere utile rapportarli con il totale dei crimini denunciati al Ministero dell'Interno. In particolare da tale confronto si rilevano alcuni interessanti spunti. Per esempio che, relativamente al 2019, nel nostro Paese su 1.000 denunce per percosse, 17 sono imputabili a una matrice d'odio. Sempre nello stesso anno, il dato sulle minacce indica che su un totale di 74 mila denunce, 117 sono legate a discriminazione e odio.

Germania sempre meno razzista

Se nel periodo 2016-2019 in quasi tutti gli Stati europei i numeri relativi ai crimini d'odio sono in crescita, la Germania invece segna un decremento, passando da 3.598 casi complessivi del 2016 a 2.469 del 2019. In particolare la diminuzione più consistente riguarda l'odio razziale e xenofobo, che pur rimanendo la causa principale, ha avuto una netta riduzione da 2.846 casi registrati nel 2016 a 1.651 nel 2019. In calo anche i crimini d'odio contro i musulmani (-23%). Invece aumentano i crimini contro persone LGBTI che salgono da 123 a 248.

In Francia crescono le discriminazioni di genere

I numeri della Francia sono in linea con gli altri Paesi europei esaminati (Germania a parte). Dai dati OSCE relativi al periodo 2016-2019, infatti la prima categoria dei crimini di odio riguarda razzismo e xenofobia. Da rilevare una crescita notevole sui crimini dettati dalle discriminazioni di genere, saliti fino a 1.221 nel 2019 e attuale seconda categoria complessiva di crimini d'odio nel Paese. A livello francese risulta interessante anche il dato relativo ai crimini anti Cristiani che nel 2018 era al primo posto assoluto con 1.944 crimini, poi scesi a 1.052 nel 2019. Una delle motivazioni alla base di questi dati può essere nel come sia strutturata la società francese con un'elevata componente di popolazione di religione musulmana ormai di terza o quarta generazione.

American History X: l'odio made in USA

Come in Europa, così negli Stati Uniti i crimini causati dall'odio sono in aumento. E' quanto emerge dall'analisi dei dati registrati dalle Forze di Polizia americane ed esposti dal FBI, che indicano un incremento del 20%, con un totale di 6.121 casi nel 2016, contro i 7.314 del 2019. Con particolare riferimento all'ultimo anno di disponibilità dei dati, possiamo osservare che il 54% dei crimini d'odio negli USA ha natura razziale. Al secondo posto assoluto con il 21% c'è la categoria dei crimini contro persone o cose di appartenenti a diverse comunità religiose. Al terzo posto con il 16% ci sono i reati commessi a causa dell'orientamento sessuale della vittima. A livello di crimini d'odio le comunità più colpite nel 2019 risultano quella afroamericana con 1.930 reati su un totale di 7.314, che corrisponde al 26%, seguita dai reati "Anti-Jewish" con 953 casi registrati. Al terzo posto i reati contro i bianchi con 666 casi registrati nell'anno di riferimento. Chi commette più reati negli USA? Nel 2019 su un totale di 8.559 autori di reati d'odio identificati, oltre 3.500 sono stati commessi da bianchi, 1.385 sono stati commessi da afroamericani. In ambedue i casi si tratta principalmente di atti criminali guidati da razzismo.



















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