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Da Baby Benz a Classe S in scala: l’evoluzione di una scommessa vinta

La nuova Mercedes-Benz Classe C nasce col privilegio di ereditare per prima gran parte delle ultime tecnologie appena approdate sull’ammiraglia Classe S

27 Luglio 2021

La berlina media con la Stella cresce in lunghezza per dare maggior spazio ai passeggeri ma si abbassa un po’ per assomigliare a una coupé quattro porte. Al Lancio debutta il nuovo Mild Hybrid due litri biturbo Diesel con 200 o 265 CV o il millecinque benzina da 204 CV: tutte con cambio automatico a 9 marce con integrato un motore elettrico da 20 CV  

 

Il nome “Baby Benz” viene coniato nell’ormai lontano 1982 quando Mercedes, con gran coraggio, propone sul mercato una vettura del tutto inedita per la Casa tedesca: la Mercedes-Benz 190. Più compatta ed economica delle precedenti sorelle con la Stella, la 190 diventa immediatamente un grandissimo successo. Nel 1993 quel testimone passa alla prima Classe C, che da allora, comprendendo anche le SW, vende in Italia 325.500 vetture. Se però contiamo anche le 190 precedenti arriviamo a 10,5 milioni di unità vendute in tutto il mondo dal 1982.

 

I numeri sono impressionanti, ma è altrettanto interessante valutare quanto la Casa tedesca abbia declinato in molteplici sfaccettature la propria offerta, per essere sempre più vicina alle necessità dei clienti. In venti centimetri di differenza ci sono ben tre vetture simili ma comunque ben diverse per identità, carattere e clientela: Classe A Sedan 4,55 m; CLA 4,69 m e la nuova Classe C 4,75 m.

 

Ma torniamo alla nuova Classe C, che cresce in lunghezza e in larghezza (rispettivamente 65 mm e 10 mm) abbassandosi quanto basta (9 mm) per avere una linea più filante e sportiva. Ma è l’aumento del passo (25 mm in più) a conferire una ben differente abitabilità anche dietro rispetto al modello che va a sostituire.

 

È interessante analizzare subito le motorizzazioni. Al lancio sono disponibili tre motori Mild Hybrid con il sistema a 48 V che, oltre a fornire un boost di 20 CV e 200 Nm di coppia, toglie al motore termico una serie di servizi che vengono eseguiti con apparati elettrici, come il compressore del climatizzatore, aumentando così l’efficienza complessiva. Pur non fornendo una reale autonomia elettrica, in molte condizioni a velocità costante il sistema consente di “veleggiare” a motore spento, mantenendo la vettura in movimento soltanto col motore elettrico.

 

La nuova unità 4 cilindri in linea 2 litri è declinata in due potenze: Classe C 220 d Mild Hybrid (200 CV e 440 Nm) o Classe C 300 d (265 CV e 550 Nm). Il terzo motore disponibile è un benzina 1,5 litri da 204 CV e 300 Nm della Classe C 200 Mild Hybrid. Seguiranno le versioni plug-in, Diesel e benzina, con autonomia elettrica fino a 100 km.

 

Entrando in vettura si notano subito le novità. Al centro della plancia spicca il nuovo schermo leggermente orientato verso il guidatore, non più prolungamento del cruscotto digitale, ma una unità più grande quasi quadrata con il lato maggiore lungo oltre 30 cm: più di un tablet. Nuovi sono tutti i pulsanti, sia sotto lo schermo sia sulle razze del volante, tutti a sfioramento. L’aspetto elegante di ogni dettaglio, dall’inclinazione della plancia alle bocchette di aerazione, conferisce un’aura particolarmente elegante ma al contempo sportiva.

 

La sensazione di essere al volante di una vera astronave è data anche dal nuovo head-up display, sempre più grande. Ora lo spazio di proiezione sul parabrezza misura 9x3 pollici che sono circa 23x8 cm. Tutte le informazioni più importanti posso essere proiettate in una zona sospesa a un’apparente distanza di circa 4,5 metri. Lasciano realmente a bocca aperte la nitidezza e i colori, nonché la mappa della navigazione, che si può anche avvalere della realtà aumentata, questa però proiettata sul grande schermo centrale.

 

Quel che non si vede risponde alle richieste “Hey Mercedes” dell’interfaccia naturale dell’MBUX giunta alla seconda generazione, ancora più brillante nell’apprendere e costantemente aggiornabile con il sistema OTA (over the air) che non richiede più il passaggio in officina per l’aggiornamento di tutti i software della vettura, un po’ come siamo abituati a fare con gli smartphone.

 

L’ultima evoluzione dei fari a LED, sempre ereditata dalla Classe S, è la serie Digital Light non solo in grado di adattare il fascio luminoso alla strada e al traffico, ma capace persino di proiettare sull’asfalto le segnalazioni di pericolo, come la presenza di un cantiere, disegnando l’immagine di un mezzo da lavoro sull’asfalto attraverso dei LED ad altissimo rendimento.

 

L’elenco della più recenti tecnologie che la nuova Classe C ha ereditato dall’ammiraglia con la Stella passano attraverso tutte le più sofisticate funzioni di assistenza alla guida (ADAS) fino a scendere nei dettagli più nascosti della ciclistica, con la sportività e la sicurezza offerta dalle quattro ruote sterzanti.

 

Con l’esperienza maturata negli anni, tra le formule di leasing e configurazioni per le flotte, Mercedes ha deciso di aumentare il numero di versioni per ridurre l’infinita lista di optional. Intendiamoci, con stile tipicamente tedesco la lista degli optional è sempre molto ricca, ma confezionando sei versioni: Business, Sport, Sport Plus, Premium, Premium Plus e Premium Pro, Mercedes assicura ai clienti una tutela maggiore del valore residuo della propria vettura, con prezzi che partono da 51.000 euro.

 

L’esperienza di guida è di quelle che non si dimenticano: precisa e sicura in ogni condizione, la nuova Classe C strizza l’occhio anche a chi, oltre al comfort e all’eleganza, cerca anche il piacere di guidare. Con i nove rapporti il cambio riesce sempre a trovare la marcia giusta per rispondere istantaneamente alle richieste di chi sta al volante. Le prestazioni sono notevoli soprattutto se comparate all’incredibile efficienza raggiunta oggi dagli ingiustamente colpevolizzati motori a gasolio.

 

 

 

 

 

 

 

 

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