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Savaresi (Politecnico Milano): solo e-cars nel 2035 è un azzardo

Così al primo incontro del think tank sulla mobilità di Unipol

10 Giugno 2022

Milano, 10 giu. (askanews) - Il passaggio obbligato verso l'auto elettrica o quella a idrogeno è sicuramente tracciato, ma la decisione del Parlamento europeo di fermare la vendita di veicoli a benzina e diesel nel 2035 è troppo affrettata. A dirlo non è un nostalgico difensore dei mezzi tradizionali, ma uno che di lavoro studia quelli del futuro. Si tratta di Sergio Savaresi, professore di automazione nei veicoli del Politecnico di Milano, intervenuto al primo evento di Urban mobility council, think tank per la mobilità del futuro fondato da Unipol Sai.

"Il 2035 - ha detto - è molto vicino, sembra lontano nel percepito delle persone, ma dal punto di vista industriale, se pensate a quali sono i cicli di sviluppo delle tecnologie nel mondo auto, è enormemente vicino quindi è effettivamente un azzardo pensare di avere un full electric completo al 2025. La soluzione ottima sarà la combinazione di tecnologie vecchie, o la loro evoluzione, con le tecnologie associate all'elettrico e all'idrogeno".

Alla base di queste ed altre previsioni c'è anche l'analisi scientifica dei dati sulla mobilità degli italiani messi a disposizione da Unipol, attraverso le cosiddette scatole nere.

"Il think tank - ha detto Stefano Genovese, responsabile relazioni istituzionali di Unipol Gruppo - nasce dall'idea di mettere insieme tutti gli stakeholders e gli operatori che ruotano intorno a questo nuovo concetto di mobilità, dalle istituzioni, ai produttori di auto, a quelli di tecnologia e sensoristica. Esiste un'industria enorme che si sta sviluppando e che noi vorremmo mettere insieme anche per capire dove andrà questa nuova mobilità".

Intanto il gruppo assicurativo ha già iniziato a creare un proprio ecosistema della mobilità che offre servizi nuovi, come ad esempio il noleggio a lungo termine.

"C'è un mondo - ha proseguito Giacomo Lovati, Chief Beyond Insurance Officer UnipolSai - di pagamenti, di servizi di manutenzione, c'è un mondo in evoluzione anche di trasporto multimodale: oggi la maggior parte degli italiani in famiglia possiede un'autovettura, ma comunque deve avere accesso ad altri strumenti di mobilità".

Quanto al futuro i ricercatori del Politecnico, che si confronteranno di nuovo con altri membri del think tank il 27 giugno, prevedono una progressiva perdita del concetto di proprietà dell'auto a vantaggio di una mobilità a servizio. Una specie di car sharing, ma evoluto dal passaggio verso la tecnologia dell'auto autonoma.

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