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Benedetto Croce

Nelle Filippine trionfa Marcos jr, il figlio del dittatore

Riporta al potere il clan di famiglia dopo 36 anni

10 Maggio 2022

Manila, 10 mag. (askanews) - Vittoria alle presidenziali nelle Filippine per Ferdinand Marcos Junior, figlio del defunto dittatore. Secondo i risultati preliminari che riguardano quasi tutti i seggi elettorali, ha ottenuto più del 50% dei voti, oltre il doppio di quelli della maggior rivale, la vicepresidente uscente Leni Robredo. Riporta così il clan di famiglia al potere, 36 anni dopo la rivolta popolare che spodestò il padre nel 1986 mettendo fine al lungo periodo di legge marziale.

"A tutti voi che vi siete uniti alla nostra lotta, per tutti i vostri sacrifici e il duro lavoro e per il tempo, le capacità e la perseveranza che ci avete dato - ha detto Marcos Junior, detto "Bongbong", come lo chiamava il padre, 64 anni - un'impresa così importante non è il lavoro di una sola persona, ma di molte, molte persone che lavorano in molti, molti modi diversi. E a tutte queste persone dico grazie".

Intanto a Manila, centinaia di euforici sostenitori hanno sparato fuochi d'artificio e sventolato bandiere filippine nelle strade.

Delusa la sfidante Leni Robredo: "Questa campagna può essere considerata un fallimento solo se lasciamo che il nostro movimento si dissolva - ha dichiarato ai suoi sostenitori - per questo vi dico: nulla è perduto, non siamo caduti. La cosa più importante è che non sia finita. Siamo solo all'inizio".

Circa 67 milioni di filippini sono stati chiamati alle urne. Il trionfo di Marcos Junior arriva dopo una campagna elettorale segnata da disinformazione e dal sostegno del presidente autoritario uscente, Rodrigo Duterte, ancora popolare. Account pro-Marcos Junior hanno invaso i social facendo credere a molti giovani che il regime ventennale del padre fosse stato un periodo di pace e prosperità, ignorando le decine di migliaia di oppositori arrestati, torturati o uccisi, o i miliardi di dollari rubati dalla famiglia. Chi invece ricorda e ha vissuto quel periodo ha il terrore che possa tornare.

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