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La nave di Msf dà i primi soccorsi ai migranti torturati in Libia

I medici a bordo: "Li curiamo ma prima gli mostriamo empatia"

02 Maggio 2022

Roma, 2 mag. (askanews) - Sono decine i migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo dall'Ocen Viking, la nave di Sos Mediteranée e dalla Geo Barents di Medici senza frontiere. A bordo di quest'ultima, i migranti salvati in mare vengono curati per le ferite subite in Libia, Paese diventato terra di transito e di violenze ripetute per chi fugge da situazioni disperate.

"Sono entrato in Libia, sono stato catturato dai trafficanti - racconta John, dall'Eritrea - i trafficanti mi picchiavano, usavano l'elettricità. Guardate la mia faccia, le mie mani". "In Libia c'è tanta violenza umana - dice Mahmoud, dal Gambia -per esempio catturano le persone nei loro campi principali, le portano in prigione e cercano di chiedere loro dei soldi. Quindi è difficile".

Mohammed Fadlalla, medico di MSF, li medica ma soprattutto cerca di confortarli. "Vediamo comunemente ferite da taglio, ferite da arma da fuoco, anche ustioni, abbiamo visto prove di scariche elettriche, molte percosse con fruste, tubi, ecc.

"Hanno conosciuto solo privazioni e difficoltà, punizioni, lavori forzati e cose del genere. Mostrare loro empatia e gentilezza, penso, è probabilmente il primo e più importante intervento che possiamo dargli sulla (nave) Geo Barents".

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