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James Webb Space Telescope pronto a svelare i segreti del Cosmo

Esa ed Asi: rivoluzionerà la nostra comprensione dell'Universo

10 Gennaio 2022

di Pino Di Feo

Milano, 10 gen. (askanews) - Il James Webb Space Telescope (JWST) ha completato il dispiegamento del suo specchio principale, in oro e berillio, da circa 6 metri e mezzo di diametro e ora, nella sua configurazione definitiva, sfreccia a 1.300 km all'ora verso il punto Lagrangiano L2, a un milione e mezzo di Km da noi.

Da lì, dove le forze d'attrazione del Sole e della Terra si annullano a vicenda, scruterà gli angoli più reconditi e misteriosi del Cosmo. Raccogliendo i fotoni infrarossi provenienti dalle più remote galassie, ci mostrerà com era l'universo quando aveva poco più di 100 milioni di anni, rivoluzionandone la nostra comprensione.

Il super telescopio spaziale, 100 volte più potente di Hubble, è frutto della collaborazione tra la Nasa, l'Esa e l'Agenzia spaziale canadese (Csa) con un importante coinvolgimento anche della comunità scientifica e industriale italiana.

Antonella Nota è Project Scientist del James Webb Space Telescope dell'Agenzia spaziale europea (Esa).

"Sarà la missione più importante di questo decennio, rivoluzionerà l'astrofisica - ha detto ad askanews - ci aspettiamo che farà scoperte sensazionali in tutti i campi dell astronomia, a partire dallo studio dell'origine dell'universo, pianeti extrasolari, pianeti del nostro sistema solare e come nascono e muoiono le stelle".

C'è grande attesa nella comunità scientifica - anche italiana - per quello che il telescopio potrà aiutarci a scoprire, come ha spiegato Barbara Negri, responsabile volo umano e strumentazione scientifica dell'Agenzia spaziale italiana (Asi).

"L'Italia è messa molto bene dal punto di vista delle future osservazioni - ha spiegato - su 1.100 proposte arrivate, ne sono state selezionate un po' più di 250 e di queste 250 una novantina erano dell'Esa, dei Paesi europei e 9 erano idee nate in Italia. Gli italiani partecipano anche ad altre 40 proposte, come co-investigator, quindi siamo posizionati molto bene perché i dati di 'James Webb' verranno messi a fattor comune, anche con le missioni agli esopianeti dove l Italia è leader assoluto con 'Cheops', 'Plato' e 'Ariel' e poi possiamo anche dire che c'è un una parte italiana anche a bordo perché la Leonardo ha prodotto i 5 sensori stellari e anche una parte importante dello spettrometro a immagine a infrarosso (NIRSpec - Near InfraRed Spectrograph, ndr)".

Ci vorranno ancora almeno 6 mesi prima che il telescopio diventi operativo, dopo l'accurato allineamento di ciascuno dei 18 segmenti esagonali dello specchio che daranno al James Webb l'acutezza visiva mai raggiunta prima che ci permetterà di guardare tra stelle e galassie più lontano e meglio di quanto non sia mai stato fatto fino ad oggi.

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