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Clima, Di Maio: a G20 accettata evidenza 1,5 gradi, passo avanti

Rispetto a 2 gradi meno 200 milioni migranti e 150 milioni morti

03 Novembre 2021

Roma, 3 nov. (askanews) - "Sappiamo che all'interno del negoziato del G20 tutti i Paesi, quindi Cina, India, Russia, hanno riconosciuto l'evidenza

scientifica del tema dell'aumento di un grado e mezzo del surriscaldamento globale. A COP21, con gli Accordi di Parigi, le più grandi economie del mondo si impegnarono a non andare oltre i 2 gradi di innalzamento delle temperature rispetto all'epoca pre-industriale, adesso tutti riconoscono l'evidenza scientifica del grado e mezzo, non tutti però si sono impegnati saldamente ma

tutti riconoscono che l'obiettivo è questo".

Lo ha evidenziato, guardando ai risultati del G20 sul tema del contrasto alla crisi climatica e al testimone passato alla COP26 di Glasgow, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervenuto al webinar "Mille miliardi di alberi entro il 2030. Strategie e tecniche per raggiungere un obiettivo comune", organizzato dall'On. Riccardo Fraccaro con la partecipazione del sottosegretario al MiTe, On. Ilaria Fontana, dell'On. Alfonso Bonafede e del professor Stefano Mancuso.

"Sostanzialmente - ha spiegato Di Maio - se consideriamo un aumento di un grado e mezzo rispetto a due gradi ci sono 200 milioni di migranti climatici in meno e 150 milioni di morti per inquinamento in meno. Se l'obiettivo invece sono i 2 gradi abbiamo questi numeri in più. Stiamo parlando di 200 milioni, la

metà della popolazione dell'Unione europea circa, e 150 milioni di morti in più che se rapportiamo ai 60 milioni di cittadini italiani rappresentano dati devastanti. L'evidenza scientifica del grado e mezzo, riconosciuta da tutti, quindi anche da Cina, India, Russia, da coloro che in questo momento dicono di non essere ancora paesi in grado di rispettare tutti gli obiettivi rappresenta un passo in avanti importante in vista dei prossimi negoziati".

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