Lunedì, 29 Novembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Arturo Brachetti a Ragusa racconta 40 anni di trasformazioni

Il performer: cambiare è un'opportunità per fare cose nuove

15 Ottobre 2021

Roma, 15 ott. (askanews) - Le latomie delle Cave del Gonfalone, a Ragusa, fanno da scenario ad "Arturo racconta Brachetti". La performance dell'artista torinese rappresenta il culmine di "Ragusa dietro il sipario - Festival dei mestieri dell'Arte" organizzato dall'Associazione culturale Donnafugata 2000 e dall'Associazione MeNO (Memorie e Nuove Opere). Attraverso suggestioni e spunti creativi il trasformista ripercorre insieme al pubblico la sua straordinaria carriera cominciata oltre 40 anni fa.

"'Arturo racconta Brachetti' racconta i miei inizi, racconta parte dei miei segreti, racconta le cose ironiche che mi succedono nella vita e soprattutto presento dei pezzi, dei mini numeri visivi con la sabbia, con le ombre cinesi, con un cappello, è una serata molto eclettica.

In questo periodo di grandi trasformazioni, il trasformista è avvantaggiato perché capisce il meccanismo delle cose che stanno arrivando. La trasformazione è importante, vitale. Bisogna però viverla e non subirla. Usarla a proprio vantaggio. Quando sai il trucco del mago tutto diventa facile. Ed è la stessa cosa. Quindi sapere che ci sono delle trasformazioni fisiche, ma anche sociali e usarle come opportunità per fare qualcosa di nuovo".

Il festival, curato dalle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro, accende i riflettori sulla creatività di artisti e artigiani che ogni giorno dietro le quinte fanno sì che ogni spettacolo teatrale vasa in scena. Vicky Di Quattro:

"Ragusa dietro il sipario nasce dal voler tributare il giusto onore a tutte quelle maestranze straordinarie che normalmente lavorano dietro al palcoscenico e il cui lavoro è una sinfonia così perfetta che rende magico il momento teatrale stesso".

Roberto Albergoni, presidente dell'associazione MeNO: "Il significato di questo festival qui a Ragusa è quello di rimettere in connessione un'esperienza visionaria d'inizio '900 arrivata dal grande Gordon Craig, a una necessità di visione che oggi tutti abbiamo dopo l'esperienza drammatica del covid di questi anni, recuperando il valore delle maestranze e il ruolo della cultura".

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti