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Milano, Politecnico festeggia suoi atleti medagliati a Tokyo 2020

Evento con Rizza, Baarlam, Ghiretti, Amodeo e rettore Resta

29 Settembre 2021

Milano, 29 set. (askanews) - Da Milano a Tokyo, andata e ritorno. Un carico di tensioni e speranze alla partenza, tante medaglie in più in valigia al rientro. Il Politecnico di Milano ha voluto celebrare il suo poker di campioni, che nell'estate d'oro dello sport italiano hanno dato lustro e prestigio al Paese con le loro performance alle Paralimpiadi e alle Olimpiadi nella capitale giapponese.

Nell'ateneo di piazza Leonardo il rettore Ferruccio Resta ha fatto gli onori di casa, accogliendo in 'pompa magna' Alberto Amodeo, Simone Baarlam, Giulia Ghiretti e Manfredi Rizza. Che hanno ripercorso e raccontato le loro gare e i loro successi, in un ideale momento di condivisione con quanti non si sono voluti perdere questo evento, dai vertici del Politecnico ai rappresentanti dei consigli degli studenti. Abbracci, targhe, video, foto: una mattinata da ricordare, istituzionale e informale al tempo stesso, destinata a entrare nei libri di storia dell'ateneo.

A spiegarne il significato è stato lo stesso rettore, Ferruccio Resta. "Festeggiare con i nostri alunni, con le nostre alunne, le nostre studentesse e con i nostri laureati che hanno portato i valori dello sport e del nostro Paese in giro per il mondo con dei risultati. Lo sport è centrale nella vita delle persone: siccome il Politecnico ha nell'individuo, nella persona il suo principale valore, lo sport oggi è al centro anche delle politiche dell'ateneo".

Degli atleti medagliati 'targati' Politecnico Manfredi Rizza è l'unico già laureato, in Ingegneria dei Materiali e delle Nanotecnologie. Il vice campione olimpico nel K1 200 metri di canoa spiega come è riuscito a conciliare impegni universitari e sport. "A me piaceva davvero quello che studiavo, piaceva davvero quello che facevo in barca: per me è stato come portare avanti due hobby, anche se non hanno lo stesso carico di tempo dell'hobby, ma a me è sempre piaciuto tantissimo studiare le cose che studiavo. Lo facevo proprio con passione, per cui anche se è stata dura - ci ho necessariamente dovuto impiegare più tempo del normale - per me è stato veramente (.) è stato proprio un privilegio".

Studente di Ingegneria dell'Automazione al terzo anno, alle Paralimpiadi Alberto Amodeo si è preso l'argento nei 400 stile libero classe S8 maschili. "E' stata una bella cerimonia, è stato bello fare questa chiacchierata con un po' di gente. Fa sempre piacere. Non mi aspettavo un risultato del genere, è stato veramente bellissimo: purtroppo non c'era il pubblico e non c'erano tutti i miei amici per poter festeggiare".

A tenere alto il nome delle donne ci ha pensato Giulia Ghiretti, che aveva già conquistato due medaglie a Rio e che a Tokyo nelle Paralimpiadi ha vinto l'argento nei 100 rana. "L'obiettivo era la medaglia e con i denti siamo riusciti a prenderla (.) Sono stata un po' l'inizio di questo dual career perché, devo dire la verità, ho rotto le scatole. Magari non c'era proprio disponibilità di tutti i professori: uno non è che chiede sconti, ma magari chiede di spostare date degli esami perché le gare un po' non riesci a prepararle, un po' lo stesso giorno sei via. Adesso devo dire che l'attenzione è enorme! Prima non si parlava quasi neanche di sport. Adesso è tutto uno sport".

Alle Paralimpiadi la parte del leone l'ha fatta sicuramente Simone Baarlam, capace di vincere quattro medaglie: oro nei 50m stile libero, argento nella staffetta 4x100 stile libero e nei 100m farfalla, bronzo nella staffetta 4x100 mista. Il nuotatore adesso sogna la laurea, prima del prossimo appuntamento a cinque cerchi nel 2024: "Mi sono fatto i muscoli del collo, perché questi sono più o meno 2,4 chili al collo. Una delle emozioni forse più belle della mia vita e adesso Parigi, adesso tra tre anni. Adesso non vedo l'ora di tuffarmi un po' nello studio, di vivere in pieno l'esperienza universitaria che purtroppo un po' ho tralasciato. Essere ricevuti al Poli è - per quanto possa sembrare un cliché e scontato da dire - veramente un onore. E' un ambiente che come ho detto prima al rettore ci ha aiutato molto".

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