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"Tre piani" di Moretti in sala. Buy: film con donne che evolvono

Dal 23 settembre, con Rohrwacher, Scamarcio, Adriano Giannini

22 Settembre 2021

Roma, 22 set. (askanews) - Ha scelto di far parlare solo le sue attrici Nanni Moretti alla presentazione a Roma del suo "Tre piani". Dopo la prima al festival di Cannes e tanti rinvii dovuti alla pandemia il 23 settembre il film arriva finalmente nei cinema. E' la prima volta che Moretti dirige un film tratto da un romanzo: la storia raccontata da Eshkol Nevo nel libro è quella di tre famiglie che abitano nella stessa palazzina. Persone chiuse nel loro guscio che si trovano contemporaneamente di fronte ad eventi traumatici o situazioni drammatiche diverse. Le loro storie scorrono in parallelo ma tutti i personaggi hanno in comune una certa fragilità e sono in parte vittime delle proprie paure.

Margherita Buy e Alba Rohrwacher spiegano: "Parla di tante cose, delle ossessioni, del senso di colpa,

ma anche di questo palazzo che è strano, no. Noi viviamo tutti così costretti in piccoli appartamenti dove succedono enormi drammi e nessuno comunica con l'altro, perché comunque anche nel racconto erano proprio tre piani completamente isolati. Sono tutte le fragilità, le ossessioni, le perversioni umane, tutte racchiuse in questo piccolo condominio, per cui credo che ognuno possa trovarci qualcosa di se stesso".

Aggiunge Rohrwacher: "Secondo me parla anche di quanto è importante prendersi la responsabilità delle proprie azioni perché le azioni di ognuno di noi cadono sulla vita delle altre persone. E questo film ci racconta quanto può essere pesante, doloroso, faticoso, reggere le scelte degli altri".

"Tre piani" è un film pieno di tensione, segue i personaggi in tre fasi diverse della loro vita e ne mostra cambiamenti, prese di coscienza o incapacità di trasformarsi. Per le attrici sono proprio i personaggi femminili, interpretati anche da Elena Lietti e Denise Tantucci, a mostrarsi più capaci di evolvere rispetto a quelli maschili, interpretati da Nanni Moretti, Riccardo Scamarcio e Adriano Giannini.

"Anche le altre donne hanno nel film un rapporto con la loro famiglia, con i loro uomini, con il loro essere donne imprigionate in un certo momento quando sono raccontate, che però mi sembra che abbiano una grossa evoluzione. Sopratutto ognuna prende una strada diversa da quella che era stata la strada iniziale, al contrario degli uomini, che invece rimangono molto congelati nelle loro idee, nel loro modo di agire" spiega Buy.

"Se dobbiamo oggi leggere tutta la realtà divisa in maschi e femmine semmai è un film che è molto più duro verso gli uomini che verso le donne" aggiunge Rohrwacher.

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