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Benedetto Croce

La scrittrice Karine Tuil premiata a Venezia per "Le cose umane"

Dal suo romanzo il film in concorso di Yvan Attal con Gainsbourg

10 Settembre 2021

Venezia, 10 set. (askanews) - Karine Tuil ha sfilato sul tappeto rosso della Mostra di Venezia insieme al cast de "Les choses humaines", film in concorso di Yvan Attal tratto dal suo romanzo che vede tra gli interpreti la moglie del regista, Charlotte Gainsbourg, e il figlio, Ben Attal. La scrittrice francese ha ricevuto al Lido il premio Kinéo Arte e Letteratura per il romanzo "Le cose umane", edito in Italia da La nave di Teseo.

Protagonista del libro è la famiglia Farel: padre giornalista, madre intellettuale femminista, figlio che studia in una prestigiosa università americana. Tutto sembra funzionare alla perfezione per loro ma un'accusa di stupro sconvolgerà questa impeccabile costruzione sociale.

Karine Tuil spiega: "Sono fortunata perché ho visto il film realizzato da Yvan Attal dal mio romanzo lo scorso aprile e mi è piaciuto molto, credo sia un film importante. Per due o tre anni sei sola con i tuoi personaggi, specialmente per questo libro perché ho trascorso molto tempo nei tribunali ad assistere a processi per stupro. Poi incontri il regista, parli con lui e pochi mesi dopo vedi il film con i tuoi personaggi, interpretati da attori che ami, come Charlotte Gainsbourg, Matieux Kassovitz, Pierre Arditi: è un'emozione forte. Sono felicissima di essere qui".

"Le cose umane" è stato definito da Le Nouvel Observateur "Un romanzo magistrale". Il sesso e la volontà di distruzione sono il cuore del libro, che mette a nudo le dinamiche impietose della macchina giudiziaria e indaga il mondo contemporaneo, i suoi impulsi, le voglie e le paure.

"Credo che lo scrittore sia una sorta di osservatore della società: ascolta, guarda e non giudica. Ma la letteratura è un mezzo per pensare la società, il mondo: per me è importante essere vera, realistica, specialmente in questo libro. Volevo mostrare un'altra visione, mostrare la complessità della vita, degli essere umani. Credo ci fosse necessità di parlare in modo diverso delle relazioni tra uomo e donna, della violenza. Ho iniziato a scrivere questo libro prima del MeToo, dopo ci sono stati tanti dibattiti su questi temi. Credo che la letteratura abbia il dovere di porsi delle domande, di cui a volte neanche noi abbiamo le risposte. Ma la letteratura aiuta a trovare le giuste domande".

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