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A Venezia applausi per "Qui rido io" di Martone con Servillo

Il film su Eduardo Scarpetta nei cinema dal 9 settembre

07 Settembre 2021

Venezia, 7 set. (askanews) - Lunghi applausi hanno accolto a Venezia la presentazione di "Qui rido io". Il film di Mario Martone, in concorso alla Mostra e nei cinema dal 9 settembre, racconta l'epopea di Eduardo Scarpetta. Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare, composto da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Protagonista uno straordinario Toni Servillo, accanto a lui Maria Nazionale nel ruolo di Rosa De Filippo Scarpetta.

Servillo ha trasmesso il grande vitalismo dell'artista napoletano, sia nel teatro che nel privato. "L'elemento affascinante di questo film, secondo me, è questa fusione tra la scena e la vita e la vita e la scena. Mario ha utilizzato quasi 500 comparse per riempire il teatro, proprio perché non voleva affidare al computer la moltiplicazione delle persone, ma raccontare il calore umano che è capace di esprimere una sala e devo dire che ha fatto una regia delle risate, degli applausi, che poi con equilibrio ha messo nel film".

Martone ha spiegato: "E' chiaro che tra le tante linee del film naturalmente c'è una storia d'amore tra Scarpetta e il suo pubblico".

Fatale nel cammino artistico di Scarpetta, abituato a grandi successi, sarà la parodia de "La figlia di Iorio" di Gabriele D'Annunzio, che gli costerà una denuncia per plagio da parte del poeta. "E' come un amore enorme - dice Martone - che improvvisamente viene tradito, quindi scatena un dolore profondissimo".

Il film esce nei cinema contemporaneamente alla presentazione veneziana e a questo proposito regista e attore dicono: "Ci rendiamo conto di essere in un momento così particolare e però, insomma, crediamo nella forza del nostro film e nell'amore che ci abbiamo messo".

"Il film di Mario - secondo Servillo - suggerisce ancora questo, se mai ce ne fosse bisogno: l'occasione di riunirsi in un'assemblea per pensare, per gioire, è un'occasione che fa parte della natura umana, a cui è molto difficile rinunciare".

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