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"E' stata la mano di Dio", Sorrentino: Penso sia un nuovo inizio

Presentato in concorso alla Mostra il film con Toni Servillo

02 Settembre 2021

Roma, 2 set. (askanews) - E' sicuramente il film più personale di Paolo Sorrentino "E' stata la mano di Dio", presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, che arriverà in cinema selezionati il prossimo 24 novembre e su Netflix il 15 dicembre. Il regista torna nella Napoli della sua gioventù per raccontare la storia di un ragazzo (interpretato da Filippo Scotti) che assomiglia molto al giovane Sorrentino. Una vicenda costellata da gioie inattese, come l'arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e da una tragedia altrettanto inattesa. Quando aveva 16 anni il regista, infatti, perse all'improvviso entrambi i genitori, interpretati nel film da Toni Servillo e Teresa Saponangelo.

Maradona e il cinema hanno rappresentato per Sorrentino una forza salvifica, una distrazione dall'angoscia: "Ad un certo punto mi sono reso conto che c'era stata una gran parte di amore nella mia vita da ragazzo e anche una parte molto dolorosa e mi è sembrato che tutto questo potesse essere declinato in un racconto cinematografico. Ho compiuto 50 anni l'anno scorso e mi è parso che ero abbastanza grande e maturo per affrontare un film personale, poi avevo un caro amico e collega che mi diceva sempre che non faccio cose personali. L'ho presa come una provocazione da raccogliere".

A proposito del titolo il regista ha detto: "E' un titolo che è in relazione al caso o a chi crede a dei poteri divini. Io, sembrerà peregrino, ma credo in un potere semidivino di Maradona".

Nel 2001 Sorrentino presentò proprio a Venezia con Servillo il suo primo film, "L'uomo in più", poi ha avuto una grandissima carriera e l'Oscar nel 2014 per "La grande bellezza". "Io sono venuto qua venti anni fa ed ero proprio all'inizio. Mi piace pensare che vengo di nuovo qua di fronte alla possibilità di avere un altro nuovo inizio", dice.

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