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Benedetto Croce

Nel Palermitano riaprono le straordinarie catacombe di Gangi

Un luogo ricco di mistero che torna accessibile al pubblico

31 Agosto 2021

Milano, 31 ago. (askanews) - C'è un luogo in Sicilia dove la soglia tra la vita e la morte appare ancora più sottile, misteriosa e ricca di fascino. Siamo a Gangi, borgo medievale in provincia di Palermo, dove nelle catacombe della chiesa madre, dedicata a San Nicolò di Bari, trovano sepoltura i dignitari ecclesiastici le cui spoglie sono custodite in perfetto stato di conservazione.

All'interno della cripta, chiamata comunemente "A Fossa di Parrini", è possibile riscoprire la testimonianza unica del passato che arriva fino ai giorni nostri attraversando quattro secoli di storia. Le sepolture dei prelati risalgono al periodo compreso tra la prima metà del '700 e la seconda metà dell'800, e ad esse si aggiungono le ultime due tombe, di una bambina e di una donna, scoperte poche settimane fa.

Ad accompagnarci in questo viaggio è don Giuseppe Amato, parroco della chiesa: "Abbiamo aperto delle nuove tombe perché sotto la chiesa madre ci sono 26 locali adibiti a tombe in genere di famiglie gentilizie, famiglie nobili appartenenti alla comunità di Gangi. Abbiamo aperto due tombe di cui in parte si sapeva l'esistenza però abbiamo risistemato e reso fruibile al pubblico questi locali oltre la cripta dei preti".

Per stato di conservazione sono simili a quelli esposti nelle Catacombe del convento dei frati Cappuccini di Palermo. Una cripta di inestimabile valore, un patrimonio di informazioni unico nel suo genere, di cui la comunità gangitana ha grandissima cura. "È possibile visitare questo luogo che custodisce i corpi. Sono 64 corpi di sacerdoti tra sacerdoti e arcipreti che sono stati posti in questa cripta dal 1735 fino al 1870, quindi ben oltre l'editto di Napoleone", ha spiegato il parroco.

Per consentire la fruizione al pubblico, è stato studiato un itinerario ad hoc per i visitatori. Un percorso artistico, religioso e culturale che arricchisce l'offerta culturale di Gangi e che offre un'opportunità in più per visitare il patrimonio ecclesiastico e la storia delle Madonie.

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