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Conai: la gestione dei rifiuti richiede persone competenti

Al Meeting di Rimini il punto su raccolta e scuole di formazione

26 Agosto 2021

Rimini, 26 ago. (askanews) - La carenza di persone preparate a svolgere nuovi e antichi lavori è uno dei temi più importanti per il rilancio del Paese. E' il capitale umano la prima risorsa da cui ripartire e sono le persone il criterio ultimo della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Se ne è discusso a Rimini, nel corso di un incontro promosso dalla Fondazione per la sussidiarietà al Meeting di Cl, a cui ha partecipato Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi. Il raggiungimento degli obiettivi di riciclo dei rifiuti di imballaggio, ha spiegato il presidente del Consorzio nazionale imballaggi Luca Ruini, richiede la collaborazione di una società civile preparata a gestire il ciclo di vita del rifiuto.

"Quello di cui c'è bisogno è competenze. Visto che, in particolare per il Sud, abbiamo la necessità di realizzare nuovi impianti per poter chiudere il cerchio, per poter realizzare impianti bisogna presentare progetti che siano credibili e accettati dalla popolazione e devono essere approvati. Per far tutto questo ci vogliono competenze sia da parte di chi progetta che da parte di chi deve autorizzare".

Da qui l'attivazione di alcune scuole di formazione su tutto il territorio nazionale, soprattutto per colmare il divario Nord-Sud. "La prima impressione è stata ottima. Sia per la partecipazione - i ragazzi sono molto entusiasti - ma anche per il livello di competenza di chi si presenta che ha da una parte voglia e dall'altra sta assimilando per poter entrare e aiutare in questa transizione verso un'economia più sostenibile".

L'appuntamento al Meeting di Cl è stata anche l'occasione per fare il punto sull'andamento della raccolta differenziata nell'anno della pandemia. "L'anno scorso abbiamo chiuso con il 73% di riciclo e questo all'attività che è stata svolta da tutto il sistema. Devo dire che questi dati ci hanno un po' sorpresi perché durante lockdown da una parte c'era un'attività di riciclo che si era fermata ma eravamo chiusi in casa e abbiamo imparato a fare un'attività di raccolta differenziata in maniera migliore. Il sistema ha garantito che a seguito di un'emergenza sanitaria non ci fosse anche un'emergenza legata ai rifiuti".

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