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Come l'Hi-tech aiuterà la ripresa del trasporto aereo post-Covid

Il punto di askanews con Sergio Colella,presidente Europa di Sita

03 Luglio 2021

Milano, 3 lug. (askanews) - Nonostante le varianti e una situazione a livello planetario non proprio rassicurante, la pandemia di Covid-19, a oltre un anno e mezzo dal suo drammatico esordio, fa un po' meno paura. Complice l'andamento del piano vaccinale, si sta ricominciando a viaggiare, soprattutto in aereo, anche per turismo e i dati del settore aereo sono in lenta ma costante crescita.

Passeggeri, aeroporti e compagnie aeree, tuttavia, devono fare i conti con il cosiddetto "New normal", fatto di norme e procedure contro la diffusione dei contagi. Una mano, però arriva dalle nuove tecnologie. Askanews ha fatto il punto con Sergio Colella, presidente Europa di Sita, fornitore globale di servizi ad alta tecnologia per il trasporto aereo.

"La tecnologia qui è fondamentale per permettere al traffico di ripartire aderendo ai nuovi controlli sanitari - ha detto Colella - parliamo di tecnologia di mobilità, quindi il fatto che il proprio smartphone contenga tutti i dati che permettono al viaggiatore di salire su un aereo, parliamo di tecnologia touchless e self-service, con chioschi implementati negli aeroporti per permettere di processare più passeggeri in modalità self-service, parliamo di biometria e riconoscimento facciale che permettono di essere riconosciuti nell aeroporto al momento del boarding (imbarco, bdr) e del controllo di sicurezza, in maniera molto più rapida e sicura e anche di Intelligenza Artificiale, una tecnologia molto importante per ottimizzare tutti i movimenti in aeroporto e per garantire il distanziamento sociale e analizzare, tramite Computer Vision, i flussi in aeroporto. Tutte queste tecnologie sono allo studio e sono in via d'implementazione in tutti gli aeroporti per tutte le compagnie europee".

Uno dei tasselli fondamentali per la mobilità è il cosiddetto "green pass", in vigore dal primo luglio 2021; una sorta di lasciapassare per le persone vaccinate o, comunque, non in grado di diffondere il Sars-Cov2.

"Bisogna integrare informazioni o del vaccino o del test anti-Covid in tutti i processi di controllo in aeroporto e bisogna far sì che questa informazione sia integrata e messa in comune fra la compagnia aerea, l aeroporto e il controllo alla frontiera. Quindi noi abbiamo costruito soluzioni che si chiamano Healt protect che permettono d'integrare informazioni sullo stato sanitario del paziente in ogni tappa del volo".

Il rischio, però, è che questo "balzo tecnologico" in avanti possa trasformarsi in un aggravio di costi a carico dei passeggeri, anche se, ha concluso Colella, questi servizi diventeranno "routine", come i controlli rafforzati dopo l'11 settembre 2001.

"Non credo ci sia un impatto importante - ha precisato - ma sono costi effettivamente supplementari per dare la garanzia al passeggero di viaggiare in maniera sicura sia dal punto di vista sanitario che da tutti punti di vista".

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