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Benedetto Croce

Burini (Cà Foscari): "Vedere l'invisibile, un'esperienza sentimentale e immersiva nelle radici della Russia"

Silvia Burini ( Ca’ Foscari Venezia): "Valery Koshlyakov mostra come l'esperienza dello spazio dell'icona sia radicata e presente anche a livello inconscio

02 Luglio 2021

Le parole di Silvia Burini,  Direttrice insieme a Giuseppe Barbieri del Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia e curatrice della mostra "Vedere l'Invisibile" alle Gallerie d'Italia-Palazzo Leone Montanari al Giornale d'Italia: "Entrare nel mondo delle icone attraverso un'esperienza immersiva è un passaggio importante perchè permette al visitatore occidentale di entrare nel contesto. L'icona non è un quadro, ma un'opera devozionale da contemplare nello spazio sacro della Chiesa ortodossa. Una chiesa russa è fatta dalla iconostasi, dalla parete che contiene le icone e divide il fedele dal sacerdote. L'icona è un insieme di segni simbolici, ma anche un elemento molto vivo per la Russia e per tutti i devoti, tanto da modellizzare in maniera inconscia la vita". 

"Valery Koshlyakov dagli anni Novanta ha cominciato a fotografare gli elementi dell'architettura popolare e qui le confronta con
le casette dalla prospettiva rovesciata tipiche delle icone, che lui ha tridimensionalizzato mostrando come l'esperienza dello spazio dell'icona sia radicata e presente anche a livello inconscio".

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