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"School of mafia", Frassica e Solfrizzi boss tutti da ridere

Dal 24 giugno al cinema la commedia di Alessandro Pondi

24 Giugno 2021

Roma (askanews) - Cosa fanno tre boss della mafia newyorchese se i figli non vogliono saperne di seguire le loro orme ma sognano di diventare uno poliziotto, uno musicista e l'altro insegnante di ballo? Naturalmente li spediscono in Sicilia dal boss dei boss, il perfido Don Turi 'u Appicciaturi, interpretato da Nino Frassica, per imparare il mestiere. E' quello che succede in "School of mafia", il film diretto da Alessandro Pondi nei cinema dal 24 giugno, con un cast formato dai tre giovani Giuseppe Maggio, Guglielmo Poggi, Michele Ragno, dai "padri" Emilio Solfrizzi, Fabrizio Ferracane, Paolo Calabresi, con Paola Minaccioni, Gianfranco Gallo e Maurizio Lombardi.

Solfrizzi racconta: "Ci siamo divertiti enormemente a farli anche perché straordinariamente questi, pur essendo dei boss di mafia, macchiati di peccati irraccontabili, avevano i loro sentimenti che condividevano. Per cui mantenevano da un lato una mostruosità, una ferocia, mostri della commedia all'italiana, ma anche di sentimento da film di Pierre Cosso".

Giuseppe Maggio, come gli altri due ragazzi, è stato sottoposto dal boss Frassica a delle vere "torture", come la sepoltura fino al collo. "Non dovevamo farle noi, erano predisposte delle controfigure, poi il regista con il suo modo di fare molto romagnolo ha detto: ma no, ma via, ma fatele voi, e ci hanno buttato In mezzo alla terra sepolti per tre ore. Guglielmo Poggi è finito in ospedale perché nella scena della pompa d'acqua gli è finito di tutto..".

A proposito del "perfido"" Frassica, Maurizio Lombardi, che interpreta il figlio vessato, racconta: "Nino è geniale, ma perché è un comico puro, di razza pura, se non lo controllavi, avrebbe tirato fuori una sequela di cose.. Ad un certo punto gli si diceva 'no, fermo', perché ci faceva morire dal ridere". Paola Minaccioni è la moglie di Frassica nel film, una vera leonessa. "Io faccio la madre di casa ma sono una iena, mio figlio fa il boss, però insomma. Tutti i personaggi sono fuori ruolo, cioè portano un ruolo sociale ma in realtà la loro anima è altrove, quindi per questo amo molto questo film, perché è un film molto ironico, che parla di mafia ma in realtà parla a tutti".

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