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Benedetto Croce

A Montecitorio la protesta delle lavoratrici del gioco legale

Chiedono di riaprire settore a rischio infiltrazioni criminalità

02 Febbraio 2021

Roma, 2 feb. (askanews) - Le lavoratrici del gioco legale ancora in piazza. Mascherina rosa, abito lungo bianco, sui cartelli la scritta "Il lavoro è la nostra dignità". Dal 12 gennaio queste donne - impiegate in sale scommesse o sale Bingo - hanno manifestato più volte davanti Montecitorio: "Siamo qui per richiedere pari dignità e la riapertura del gioco pubblico nella sua interezza, perché conta 150.000 lavoratori e siamo il terzo settore erariale", spiega una manifestante.

"Siamo allo stremo, chiediamo pari dignità, abbiamo le attività chiuse già da 8 mesi, non abbiamo un futuro garantito né per noi, né per i nostri figli", ha aggiunto.

"Ma l'altro gioco legale nei tabaccai continua: Gratta e vinci, SuperEnalotto", denuncia un'altra dimostrante.

"Vediamo che ci sono delle discriminazioni, perché non è stato come il lockdown di marzo nel quale abbiamo chiuso tutti. Chiediamo al governo un incontro", spiegano.

"Siamo 70.000 donne nel settore - aggiunge un'altra presente - sono in cassa integrazione e per il mese di dicembre ho ricevuto 444 euro e 45 centesimi".

"Sono le istituzioni che chiedono di riaprire, il prefetto di Firenze, il procuratore anti-mafia e il capo della squadra mobile che dicono 'aprite il gioco legale, perché è intervenuta la criminalità organizzata'", ricorda un'altra donna.

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