25 Marzo 2026
Riccardo Shemuel Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della commemorazione dell'82 esimo anniversario dell'eccidio delle fosse Ardeatine, in cui, per mano nazista, persero la vita 335 persone.
Un commento sulla giornata di oggi, su questa commemorazione e sulla sua importanza?
Sono passati molti anni e malgrado la distanza di anni, il ricordo di questi fatti non deve scomparire dalla nostra attenzione. È molto opportuno riflettere, tanto più quando ci siamo illusi che la guerra fosse lontana da noi, nel tempo e nello spazio. Purtroppo la guerra è vicina a noi e dobbiamo riflettere su quello che è successo per capire qual è la nostra posizione e qual è la nostra responsabilità oggi.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme alle alte cariche dello Stato, ha partecipato alla cerimonia commemorativa dell’82° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Dopo la deposizione da parte del Capo dello Stato di una corona sulla lapide che ricorda i caduti del 24 marzo 1944, sono intervenuti il Presidente ANFIM, Francesco Albertelli e Marco Trasciani, Segretario generale dell’ANFIM, che ha letto i nomi dei Martiri.
La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dal Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, e la preghiera ebraica officiata dal Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma. Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio, all'interno del Mausoleo Ardeatino, alle vittime dell’eccidio.
L'eccidio delle Fosse Ardeatine, compiuto a Roma il 24 marzo 1944, rappresenta una delle più tragiche feroci rappresaglie naziste in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. L'esecuzione di massa fu ordinata come vendetta per l'attacco partigiano di via Rasella del giorno precedente, in cui erano rimasti uccisi 33 soldati tedeschi. Per ogni tedesco morto, il comando nazista, guidato da Herbert Kappler con l'avallo di Albert Kesselring, decise di uccidere dieci italiani: furono così trucidati 335 civili e militari (tra cui 75 ebrei), scelti tra detenuti politici, partigiani e comuni cittadini.
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