Bernini (Maire): “La nostra forza è la doppia anima tra tecnologia ed esecuzione, così trasformiamo l’innovazione in impianti reali”
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L’amministratore delegato di Maire, nell'interivista a Il Giornale d’Italia, in occasione del Capital Markets Day 2026 “Reshaping Energies” ha parlato del piano strategico di Maire con focus su NextChem, Tecnimont e KT
La “doppia anima” di Maire vi ha permesso di ottenere i risultati che avete presentato oggi. Quanto è importante avere queste due aree e che cosa vi ha consentito di realizzare nel tempo?
È un po’ la base della nostra strategia: unire le competenze tecnologiche con quelle storiche di esecuzione dei progetti. Oggi il mercato e i clienti chiedono sempre più non solo la realizzazione degli impianti, ma anche soluzioni tecnologiche avanzate che aumentino l’efficienza, riducano i consumi e, possibilmente, anche le emissioni.
Al di là delle diverse posizioni o delle diverse geografie, la decarbonizzazione resta comunque uno dei principali obiettivi a livello globale. Per questo non basta essere in grado di costruire le infrastrutture: bisogna soprattutto saper offrire al cliente la soluzione più sostenibile sotto tutti i punti di vista. Sostenibile dal punto di vista ESG, ma anche dal punto di vista economico.
La forza del nostro gruppo sta proprio in questa proposta integrata. NextChem sviluppa e mette a disposizione le tecnologie che rispondono a questi due requisiti: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Successivamente entrano in campo Tecnimont e KT, le nostre organizzazioni esecutive, che trasformano queste soluzioni tecnologiche in progetti concreti e operativi
Invece, quali sono le linee di business che avete presentato nel Piano strategico?
Le linee su cui abbiamo deciso di concentrare inizialmente il nostro programma di investimenti sono quelle che continueranno a guidarci anche negli anni a venire. La strategia non si basa su un’unica filiera di prodotto, ed è proprio questo uno dei principali vantaggi competitivi di NextChem.
Molti dei nostri competitor sono specializzati su una singola tecnologia o su un prodotto specifico. NextChem, invece, opera su un portafoglio molto più ampio: si va dal riciclo meccanico e chimico avanzato fino al settore dei fertilizzanti, che include anche l’ammoniaca. A questa filiera si affiancano quelle del metanolo e dei carburanti sostenibili per l’aviazione, il cosiddetto SAF (Sustainable Aviation Fuel), ambiti nei quali abbiamo sviluppato tecnologie proprietarie.
Allo stesso tempo lavoriamo su soluzioni come le plastiche biodegradabili, per citare un altro esempio. Più recentemente abbiamo inoltre realizzato un investimento che amplia ulteriormente la presenza di NextChem anche nel campo della chimica inorganica, in particolare nei fertilizzanti e nei fosfati, che derivano dalla lavorazione di minerali.
Questa area è particolarmente strategica perché apre anche a tutta la filiera collegata all’attività mineraria. Per l’estrazione di minerali critici, come il litio – che abbiamo citato anche nella nostra presentazione – è infatti necessario utilizzare acidi e altri composti chimici le cui formule rientrano nel patrimonio tecnologico di NextChem.
Grazie a questa acquisizione, oggi possiamo contare su un portafoglio molto ampio, che ci garantisce maggiore flessibilità e ci consente di affrontare le diverse fasi dei mercati senza essere esposti ai cicli di un’unica tecnologia o di un singolo prodotto, come invece accade a chi è troppo concentrato su un solo ambito.