D’Amato (Maire): “Siamo determinati e pronti a crescere con nuove tecnologie; sul Medio Oriente abbiamo già attivato il piano B”

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Il presidente di Maire, in un'intervista a Il Giornale d’Italia, in occasione del Capital Markets Day 2026 “Reshaping Energies”, ha evidenziato la resilienza nei contesti geopolitici complessi e un nuovo piano strategico che punta su tecnologie, intelligenza artificiale e digitalizzazione

Fabrizio D'Amato, Presidente Maire, in occasione del Capital Markets Day 2026 – RESHAPING ENERGIES, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in cui ha evidenziato la resilienza del Gruppo nei contesti geopolitici complessi e un nuovo piano strategico che punta su tecnologie, intelligenza artificiale e digitalizzazione. 

Ricavi a 7 miliardi di euro, Ebitda a 500 milioni di euro. Un commento su questi risultati?

Direi che si tratta di un risultato davvero straordinario. Siamo molto orgogliosi di questi traguardi e anche del nuovo piano che abbiamo appena presentato. Siamo fiduciosi, siamo molto determinati e non molliamo mai.

Questi risultati dimostrano concretamente che le cose si possono fare, sono la prova che gli obiettivi possono essere raggiunti.

Per quanto riguarda le situazioni di contesto, come dicevo anche prima, in passato abbiamo dimostrato, di fronte alle difficoltà, di avere sempre un piano B. Siamo un’organizzazione resiliente, capace spesso di anticipare alcuni eventi. I recenti sviluppi in Medio Oriente hanno fatto scattare, per quanto ci riguarda, tutti i protocolli di attenzione all’interno della nostra organizzazione, perché la prima cosa a cui teniamo, ovviamente, sono le nostre persone, sempre in accordo con i clienti.

Per quanto riguarda i materiali, avevamo già previsto un piano B nel caso di problemi legati ai trasporti. Inoltre, abbiamo anticipato molte attività di acquisto e di procurement. Nei nostri cantieri nell’area abbiamo già oltre quattro mesi di attività coperti grazie ai materiali che sono già presenti on site.

Nel caso in cui dovessero emergere ulteriori criticità, abbiamo comunque predisposto un piano alternativo per il trasporto dei materiali. In altre parole, al momento le attività procedono secondo i piani (“on track”). Naturalmente molto dipenderà anche dall’evoluzione del contesto, ma la nostra azienda ha la capacità e la flessibilità per adattarsi e riorganizzare rapidamente le operazioni.

Come dico sempre, in un mercato e in un mondo che continuano a crescere, la vera questione è capire dove verranno realizzati questi grandi impianti, saranno costruiti nelle aree più convenienti e dove esistono le condizioni migliori per farlo

Quali sono i capisaldi del nuovo piano e i driver di crescita?

Direi che i capisaldi sono principalmente due. Il primo è la grande capacità tecnica di I.T. nel realizzare progetti complessi in aree remote e spesso in contesti difficili. Lo abbiamo dimostrato più volte, e per noi questo rappresenta un pilastro fondamentale.

Il secondo elemento, che sta crescendo molto rapidamente e lo si è visto anche nella presentazione e nel piano strategico che abbiamo illustrato, è il nostro portafoglio di tecnologie, che continua ad ampliarsi. Questo ci permette di accedere a nuovi mercati e di offrire ai clienti soluzioni complete, con un approccio “end-to-end”: partiamo dalla scelta della tecnologia, praticamente dal “foglio bianco”, fino ad arrivare alla realizzazione anche dei progetti più complessi, e in alcuni casi anche alla fase di operation e maintenance. In questo modo siamo in grado di accompagnare e supportare i nostri clienti lungo tutto il ciclo del progetto.

Ci sono poi altri due aspetti importanti che abbiamo voluto sottolineare oggi. Il primo riguarda l’intelligenza artificiale e, più in generale, tutto il tema della digitalizzazione, su cui stiamo investendo molto.

Il secondo è il nuovo modo di costruire questi impianti, basato su un approccio modulare. Io lo definisco, anche scherzando, un modello “in stile Lego”: l’idea è quella di realizzare gli impianti a moduli, con componenti prefabbricati e istruzioni di assemblaggio, che poi vengono cablati e montati in loco dai tecnici. In passato, invece, questi impianti venivano tradizionalmente costruiti quasi interamente sul sito.

La nostra ambizione è che, nell’arco del piano, questo approccio trasformi profondamente il modo in cui si realizzano progetti complessi.