Piccini (Clessidra Factoring): "Il factoring è essenziale per le PMI quando le banche si ritirano; il vero rischio: l’eccesso di credito"

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Nell’intervista rilasciata a Il Giornale d’Italia in occasione dell’Italian Restructuring Summit, Il CEO di Clessidra Factoring, spiega l’importanza degli strumenti soft e hard per la gestione della crisi d’impresa e il ruolo strategico del factoring per sostenere le PMI italiane, soprattutto in un contesto geopolitico complesso

Gabriele Piccini, Ceo di Clessidra Factoring, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia, in occasione dell'Italian Restructuring Summit, in cui ha parlato dell'importanza degli strumenti soft e hard per la risoluzione della crisi d'impresa e il ruolo strategico del factoring per sostenere le PMI italiane, soprattutto in un contesto geopolitico complesso. 

Quali sono gli strumenti "soft" e "hard" per gestire una crisi di impresa?

Siamo in un momento in cui abbiamo tanto bisogno di ristrutturare, rilanciare e rinnovare. E la cosa più importante è capire il valore dell'impresa. Quindi in primo luogo dobbiamo essere degli esperti di settore per capire se l'impresa che stiamo analizzando potrà avere effettivamente un futuro. Poi entra in gioco il factoring attraverso cui è possibile lavorare sul ciclo attivo e passivo dell'impresa. La cosa più importante è che l'azienda abbia un portafoglio crediti credibile che si basi su una clientela di valore. 

Il portafoglio crediti deve essere certo ed esigibili, quindi noi possiamo smobilizzare utilizzando due il modo soft o hard. 

Anche noi possiamo diventare un’arma in più rispetto a chi già accompagna le imprese, quindi il sistema bancario. Ci sono però situazioni in cui il sistema bancario si ritira, e in quel caso il nostro intervento diventa quasi un’arte: diventiamo gli unici finanziatori dell’impresa, non solo sul lato attivo, ma anche sul lato passivo, cioè nei confronti dei fornitori.

Per esempio, interveniamo con strumenti tecnici come il reverse factoring, che sta diventando sempre più diffuso. Questo permette all’azienda di garantire ai fornitori di essere pagati, mentre i fornitori ottengono una dilazione di pagamento. In questo modo si allineano i flussi di incasso con quelli di pagamento, cosa fondamentale per la sostenibilità della catena di fornitura.

Un altro elemento determinante è la serietà dell’imprenditore. La reputazione dell’imprenditore è una delle prime cose che valutiamo, soprattutto in momenti complessi come quello attuale.

Oltre a questo, ci sono aziende che necessitano di piani di ristrutturazione codificati, come la composizione negoziata, ma esistono molte PMI ancora in bonis che però hanno bisogno di interventi aggiuntivi rispetto a quanto già hanno. Qui spesso si scontra la diffidenza del sistema bancario e quella dell’imprenditore verso nuove forme tecniche di finanziamento. Tuttavia, questo intervento diventa inevitabile: oggi il mercato è esplosivo, la domanda cresce ogni mese, e i nostri risultati lo dimostrano.

Lo scorso anno abbiamo chiuso con un fatturato di 1,25 miliardi e oltre 300 milioni di impieghi, con una redditività in crescita significativa. Non posso fornire numeri precisi, ma siamo sopra il budget, e la crescita anno su anno sia del turnover che degli impieghi supera il 30%

Nonostante la situazione geopolitica complessa, quale è il contesto reale delle PMI italiane?

La situazione geopolitica conta, ma a pesare molto sono state anche le forme di crescita eccessiva avvenute in passato, spesso favorite dalle garanzie pubbliche che hanno permesso alle imprese di accedere a grandi quantità di credito. Se questo credito non è stato utilizzato bene, con investimenti mirati o con interventi di ristrutturazione del debito esistente, rischia di pesare sull’azienda perché, alla fine, il debito resta debito.

Il clima internazionale è certamente teso, ma in Italia esistono ancora eccellenze capaci di superare la crisi, e in momenti come questi vanno supportate. La situazione diventa più difficile quando le aziende sono di piccole dimensioni: in questi casi, sostenere e avere la forza di superare momenti complessi diventa davvero sfidante.