Matteo Grandi: "La mia cucina mi rappresenta: istinto, acidità e passione sono i miei ingredienti preferiti"
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Chef stellato Michelin, nato a Vicenza nel 1990, racconta a Il Giornale d’Italia il suo percorso internazionale, la filosofia della sua cucina e l’esperienza al progetto Giovani Talenti di Eataly
Matteo Grandi, nato a Vicenza nel 1990, è uno chef italiano riconosciuto a livello nazionale per la sua cucina contemporanea e d’autore. Ha conseguito il diploma all’istituto alberghiero e ha iniziato giovanissimo un percorso internazionale lavorando a Shanghai, nel Kuwait, in India e a Dubai sotto la guida del maestro Jean-Claude Fugier, legato alle cucine di Alain Ducasse e Paul Bocuse. In occasione dell'evento Giovani Talenti, organizzato da Eataly, lo chef da una stella Michelin ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia.
Cosa significa essere un giovane talento?
Io mi sento sempre giovane, quindi anche tra vent'anni sarò sempre giovane
Qual è il segreto della tua cucina?
Ma il segreto della mia cucina è l'istinto, quindi semplice e poco lavorata. Mi porto dietro un bagaglio di esperienze che ho potuto creare grazie ai miei viaggi in Asia e in Francia. Mi piace molto giocare con le spezie e i gusti acidi, l'amaro è sempre un aspetto che ricerco nei miei piatti. Il dolce è un qualcosa che evito, ma forse perché la mia cucina rappresenta me stesso e non impazzisco per il dolce
Come nasce questa collaborazione con Eataly?
La collaborazione nasce grazie a "Identità Golose", una realtà che riesce sempre a creare un rapporto molto stretto con gli chef. Mi hanno chiesto di partecipare al progetto Giovani Talenti e cucinare una serata qui da Eataly a Milano. Devo dire che per me è stata un'esperienza fantastica, molto formativa
Cosa prevede il menù per la cena di questa sera?
Il menù di stasera prevede: branzino al vapore beurre blanc con topinambur, limone e peperoncino, molto speziato con una forte acidità data dall'agrume, esattamente come piace a me; proseguiamo con un risotto che vuole raccontare le mie origini vicentine, con broccolo fiolaro, taleggio e rafano; per il secondo ho pensato ad una faraona con cavolfiore fumè, salsa al tartufo e tartufo a scaglie fresco; concludiamo il percorso con un sorbetto al mandarino, crumble di castagne, crema di marrone e spuma di panna con polvere di lamponi.
Quali sono i tre ingredienti che non possono mancare nella tua cucina?
Passione, agrumi e spontaneità
Obiettivi futuri?
Tanti, Troppi.