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Forum in Masseria, Orlando: "Due terzi dei percettori del reddito di cittadinanza non occupabili"

L'intervento del ministro del Lavoro al Forum in Masseria 2021: "Ci sono due strade da fare: migliorare i centri per l'impiego e puntare sulla formazione"

08 Ottobre 2021

"Sono due i punti su cui stiamo lavorando: il contrasto alla disoccupazione e la stagionalità del lavoro. Abbiamo visto che la tempistica - che deve essere di almeno 3 mesi - dell'offerta di lavoro può essere eccessivamente lunga. Allora, proprio per andare incontro alle esigenze di stagionalità, possiamo vedere di diminuire questa tempistica non rendendo per quel periodo incompatibile con il reddito di cittadinanza e la percezione di un ulteriore stipendio perchè è eccezionale. É una spinta a reintegrarsi nel mondo del lavoro. Possiamo lavorare dunque su questi punti". Così parla oggi, venerdì 8 ottobre 2021, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando durante il suo intervento al Forum in Masseria, l'evento organizzato da Bruno Vespa e patrocinato dalla Regione Puglia.

Lavoro, Orlando: "Agire sull'offerta e sui salari"

"Due terzi delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza non sono occupabili per ragione diverse: problemi di salute, età, condizione psicologica. Quel terzo invece che è occupabile, metà sono donne", spiega il ministro del Lavoro nel suo intervento al Forum nella Masseria di Bruno Vespa. "Due terzi invece si collocano al Sud per quanto riguarda l'agricoltura. Per quanto riguarda invece il Nord, l'idea che rivedere il reddito di cittadinanza risolva il tema della manodopera, secondo me, è un po' ottimistico. Ci sono da fare prima altre cose, come agire sull'offerta e sui salari".

"Poi c'è un altro tema, quello che riguarda la qualità in merito alle aspettative per cui uno ha studiato. L'agricoltura oggi sta facendo un salto di qualità grazie anche all'aiuto delle nuove tecnologie ed è un comparto nel quale possono essere impiegate anche figure che non sono necessariamente poco qualificate. E anche quelle poco qualificate possono comunque svolgere la loro attività in un contesto che è diverso da quello di 50 anni fa".

"Poi c'è una questione che riguarda le politiche attive e questo riguarda i percettori del reddito di cittadinanza e quelli che non lo percepiscono. Nel nostro Paese le politiche attive soprattutto nelle Regioni in cui ce ne sarebbe più bisogno hanno funzionato poco e male", continua il ministro Orlando, il quale poi ribadisce che oggi "abbiamo una grande occasione. Abbiamo infatti quasi 5 miliardi di investimento dal Pnrr che prevede proprio la possibilità di attivare percorsi di formazione".

"Qui allora ci sono due strade: migliorare i centri per l'impiego, facendoli diventare soggetti protagonisti, e poi c'è una questione che riguarda l'immediato. Io penso che dobbiamo incentivare molte forme di formazione già al lavoro. Abbiamo bisogno cioè di dare una mano a quelle imprese che assumono persone non pienamente ancora formate e che investono nella formazione di esse. Questo però passa attraverso una buona capacità di organizzare la domanda: cioè bisogna che le imprese, a livello territoriale, mettano insieme i fabbisogni e ci dicano di quale figure professionali hanno bisogno".

"Noi abbiamo bisogno di provvedere a ciò che si sta determinando nel mondo del lavoro e ai vari cambiamenti. Per questo è fondamentare costruire degli accordi di carattere territoriale, anche perchè il nostro Paese non è tutto uguale. Quindi è molto importante che le aziende si organizzino insieme per far emergere i fabbisogni e le figure professionali di cui necessitano. Se noi aspettiamo di fare un censimento, fare una programmazione, investire nella formazione, formare la persona e poi immetterla nel mercato del lavoro, il rischio è che, una volta completato il percorso, si ci trova in una scenario che nel frattempo è nuovamente cambiato", conclude infine Orlando.

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