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Proteste a Cuba: 5 mila arresti e 1 morto, il governo comincia a cedere

Continuano le manifestazioni civili a Cuba contro le oppressioni del governo e la carenza di alimentari, da L'Avana le prime concessioni

15 Luglio 2021

Continuano le proteste a Cuba dopo 3 giorni di disordini civili causati dal malcontento popolare. Secondo quanto riportato dai media locali, la gente continua a manifestare per le strade, con bandiere nazionali, canti e inneggiando alla libertà. Sarebbero 5mila gli arresti effettuati fino ad ora dal governo centrale e 1 morto durante gli scontri nati dalle proteste. Il governo ha concesso la rimozione temporanea dei dazi su alcuni prodotti in risposta alle proteste.

Proteste a Cuba: i cubani in strada, 5 mila arresti e 1 morto

Grandi e piccoli per le strade de L'Avana, in quelle che già sono diventate proteste storiche per la storia del paese. A Cuba infatti, solitamente c'è poco spazio per la rivolta. Ma questa volta, i cittadini sono stanchi e si riversano sulle strade con bandiere e canti patriottici. Chiedono la libertà. Chiedono di tornare a vivere in condizioni umane.

A causare le rivolte, una situazione già difficile nel paese esasperata dagli ultimi sviluppi geopolitici a livello globale. La pandemia da Covid-19, l'aggressività politica statunitense, problematiche economiche e il blocco del turismo, la corda è stata tirata troppo e i cittadini de L'Avana non ne possono più. A preoccupare particolarmente i cubani, le difficoltà alimentari e nei servizi di prima necessità. I bisogni quotidiani delle persone, messi da parte per perseguire politiche diplomatiche all'estero. Cuba è l'unico paese dell'America latina dove si produce il vaccino anti-Covid

Immediata e pressante la reazione del governo, che nel giro di 3 giorni ha già arrestato oltre 5mila persone, di cui 120 attivisti e giornalisti. I media statali riportano poi 1 morto, un giovane uomo rimasto coinvolto in uno scontro durante le manifestazioni. Un prezzo troppo alto da pagare, quello del "socialismo reale", per i cubani in pandemia. Adesso, pretendono di tornare a essere la priorità del governo centrale e chiedono risposte. L'embargo statunitense in vigore dal 1962 è uno dei motivi di crisi del Paese, che come altri è stato poi particolarmente colpito dalla pandemia e sta arrancando dietro le conseguenze di un anno e mezzo di stenti.

Proteste a Cuba, il governo fa le prime concessioni sui dazi

Le proteste non accennano a diminuire e il rapporto diffuso ai media internazionali dal sito 14ymedio racconta di forza brutale e metodi disumani da parte del governo nei confronti dei manifestanti. Diversi i video in circolazione in rete diffusi da società per la salvaguardia dei diritti umani che raccontano la violenza di Cuba. Nell'era dei social media anche i cittadini prendono in mano la situazione e non mancano i filmati delle proteste popolari. 

Oggi giovedì 15 luglio, Cuba ha temporaneamente revocato i dazi sull'importazione di cibo, farmaci e beni essenziali come richiesto dai protestanti durante le manifestazioni. La misura rimane in vigore da lunedì prossimo 19 luglio fino alla fine del 2021. Per la prima volta dopo anni chi entra nel paese potrà portare con sé questa tipologia di merci senza limite. Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha commentato la revoca dei dazi dicendo che "era una richiesta fatta da molti viaggiatori ed era necessario prendere questa decisione" e che il governo si riserva la possibilità di rivalutare la situazione il 31 dicembre.

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