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Benedetto Croce

Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria: " Reddito di Cittadinanza, disincentivo al lavoro"

"Legge di bilancio, cosa c'è per i giovani? Non siamo sulla giusta strada"

12 Novembre 2021

All'assemblea annuale di Federmanager il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi

“Nel 2022 verranno ridiscussi i patti di stabilità, gli aiuti di Stato, i finanziamenti della BCE, una legge di stabilità che dovrebbe essere alla fine di un percorso, ma se io guardo i provvedimenti, ne citerò uno su tutti, mi sembra che non si è capito che noi dobbiamo dare delle risposte ai giovani, alle donne, ai contratti a tempo determinato, che sono le tre categorie che nelle crisi sempre scontano più di altri queste crisi e che in questa in particolare hanno pagato un prezzo altissimo. Sono usciti l’altro giorno i tassi di disoccupazione e sono impressionanti, siamo a 29,8% di disoccupazione italiana contro una media europea che è poco inferiore al 16%."

“Mi riferisco ora alla battaglia per il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, voi sapete che come Confindustria siamo sempre stati favorevoli ad uno strumento di contrasto alla povertà. L’anno scorso milioni in più di italiani sono entrati nella fascia di povertà e quindi bisogna dare una risposta a questa parte di Paese che sta soffrendo, però prima di metterci i soldi di nuovo questo strumento va riformato perché non sta funzionando e lo ha dimostrato perché non intercetta le fasce di incapienti del Nord ed è diventato, voi lo sapete benissimo, un disincentivo ad andare a lavorare nel Mezzogiorno d’Italia. E soprattutto non ci aveva mai convinto nella parte delle politiche attive del lavoro."

“Possono sembrare adesso facili le battute ma da imprenditore e da manager guardiamo i numeri, siamo uomini d’impresa e se io guardo la relazione di accompagnamento a quel provvedimento del triennio 2019-2021 venivano stanziati 516 milioni. Credo che se non ho visto male il risultato sia che abbiamo assunto 423 persone e vuol dire che ci sono costate all’anno più di 400mila euro l’uno. Io sono felice che abbiamo assunto 423 Premi Nobel, ma non credo sia quella la soluzione.”

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