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Salone del Mobile.Milano, Maria Porro: "Assenza della Russia pesa nel settore Lusso. Presenza di mercati alternativi come India, Emirati Arabi e Arabia Saudita"

"Evento di portata internazionale anche per quanto riguarda gli espositori: il 27% di loro sono esteri. Tantissimi sorrisi perché quella del design e dell’arredamento è una comunità internazionale che non aveva la possibilità di incontrarsi da tre anni e due mesi". L'intervista a Maria Porro, Presidente di Salone del Mobile.Milano

Di J.Muller

10 Giugno 2022

Siamo finalmente a un evento che rende quanto mai tangibile la ripartenza: il Salone del Mobile qui in Rho Fiera a Milano. Cosa è cambiato in questi due anni di pandemia nel settore dell'arredamento?

La casa è diventata assolutamente centrale: siamo stati chiusi in casa per tanto tempo e abbiamo riscoperto l’importanza della qualità degli oggetti che ci circondano. In più, la casa è diventata un luogo dove si sovrappongono tante funzioni: non solo abitare, ma anche lavorare e studiare. In questo momento l’arredamento ha il ruolo di rispondere a una serie di nuove esigenze che nascono da quello che sono stati questi due anni.

In che modo influisce, sul settore ma anche qui al Salone del Mobile, il conflitto in Est-Europa e quindi anche l'assenza della Russia?

La Russia rappresenta un mercato sicuramente importante soprattutto per alcune aziende con una linea più classica, il cosiddetto lusso. Storicamente i visitatori russi pesano l’1,7% sul totale delle presenze del Salone, quindi non sono una fetta così grande, ma molto significativa per questo tipo di aziende. Il Salone ha lavorato per trovare dei mercati alternativi di sbocco: abbiamo lavorato molto in comunicazione sia per quanto riguarda l’India, gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita e possiamo vedere adesso nei padiglioni che ci sono numerosi buyers da questi paesi, che possono essere un’importante alternativa per queste aziende. Inoltre, c’è tutto l’effetto legato all’aumento delle materie prime che si è ulteriormente incrementato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e arriva in un momento molto complesso, in cui registriamo aumenti già da dicembre 2020. Inoltre, abbiamo una carenza di legno e semilavorati in legno perché la Russia è uno dei principali fornitori di legname. Quindi, per l’industria del legno arredo questa è un ulteriore problematica.

Questa sessantesima edizione è incentrata sulla sostenibilità. Cosa significa nel concreto?

Le aziende del settore, soprattutto quelle italiane fortemente radicate nei territori, sono aziende che fanno prodotti pensati per durare nel tempo e di qualità. Queste sono due caratteristiche di sostenibilità: un oggetto che viene tramandato di generazione in generazione o un oggetto costruito in modo da essere riparabile è un oggetto sostenibile.

Non solo, noi come FederlegnoArredo ci stiamo impegnando su questo fronte: abbiamo scritto un Decalogo con una serie di azioni a supporto delle aziende, soprattutto delle piccole medie aziende che magari non riescono a raggiungere le certificazioni e hanno difficoltà a raggiungere i nuovi materiali. Ci sono aziende front runner, ma c’è ancora tanto da fare come filiera. Il Salone, da parte sua, si impegna su questi fronti attraverso gesti concreti, come l’aver rinunciato alla moquettatura in tutti i padiglioni, che ci permette di risparmiare tantissimo in termini di CO2 e impatto ambientale. Non solo, abbiamo scritto delle linee guida a quattro mani con gli allestitori, che sono servite alla aziende per orientare le scelte nella costruzione degli stand e avere stand a minor impatto. Inoltre, abbiamo deciso di dedicare 1440 mq alla sostenibilità con la curatela di Mario Cuccinella nel padiglione Design With Nature, dove abbiamo una materioteca molto interessante, l’idea è quella di ridurre il time to market di questi materiali.

Qual'é, in conclusione, la sua personale impressione complessiva di questo Salone?

L’impressione di questa 60esima edizione del Salone del Mobile è molto positiva sia per quanto riguarda la composizione dei visitatori che vengono da tutto il mondo: parlo di Stati Uniti, Canada, tutta l’Europa India, Corea, Australia, sud est asiatico. Un evento di portata internazionale anche per quanto riguarda gli espositori, infatti il 27% di loro sono esteri. Tantissimi sorrisi perché quella del design e dell’arredamento è una comunità internazionale che non aveva la possibilità di incontrarsi da tre anni e due mesi. Ritrovarci qui con imprenditori, architetti, designer, buyers e studenti è molto importante. La sensazione di questi primi giorni è estremamente positiva.

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