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Fosse Ardeatine, Mattarella omaggia le 335 vittime dell'eccidio durante 82° anniversario, Fontana: "Ricordare è un dovere" - VIDEO

82 anni fa 335 persone, fra militari, civili, prigionieri politici, ebrei, venivano trucidati dalle forze naziste di occupazione. In occasione dell'82esimo anniversario, il Presidente della Repubblica ha visitato il Mausoleo delle Fosse Ardeatine ponendo una corona fiorita

24 Marzo 2026

Ha deposto una corona di fiori al Mausoleo delle Fosse Ardeatine il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto oggi per rendere omaggio alle 335 vittime dell'eccidio nazista avvenuto a Roma il 24 Marzo 1944. Oggi, 82esimo anniversario della tragedia, presso il Mausoleo si sono riunite le più importanti cariche istituzionali, tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Fosse Ardeatine, Mattarella omaggia le 335 vittime dell'eccidio durante 82° anniversario, Fontana: "Ricordare è un dovere" - VIDEO

Ricordando l'eccidio come "una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione", La Russa ha richiamato alla responsabilità di difendere "ogni giorno, i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più". Il 24 Marzo di 82 anni fa, 335 persone tra cui civilimilitariprigionieri politici e non, ebrei vennero trucidati in atto di rappresaglia dalle forze di occupazione nazista dopo che, il giorno prima, un'azione di resistenza partigiana compì un attentato in via Rasella uccidendo 33 tedeschi. Oggi quell'episodio è vivo nelle memoria della storia italiana: "Una ferita profonda che richiama al rifiuto di ogni ideologia fondata sull'odio e sulla violenza" ha commentato Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati. Al ricordo dell'eccidio si è unita anche la ministra Elisabetta Casellati, definendo il ricordo delle Fosse Ardeatine come la pietra angolare su cui "riaffermare i valori su cui si fonda la nostra Repubblica. La Memoria è la nostra prima forma di difesa contro il riemergere di estremismi e degenerazioni ideologiche. Coltivarla è un imperativo morale, un segno di rispetto per le vittime e un impegno verso le generazioni future".

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