23 Marzo 2026
Il tiktoker di Ravenna Taylor Ragazzini è stato denunciato per vilipendio per aver offeso la confessione religiosa attraverso dei video pubblicati sui social in cui recensiva le messe e gli outfit dei preti. Nelle clip, pubblicate principalmente sulla piattaforma di TikTok, il "creator" faceva la "telecronaca" delle funzioni religiose come se si trattasse di una partita di calcio, e descriveva le chiese utilizzando termini ed espressioni tipiche di "Harry Potter" paragonando, per esempio, il turibolo alla coppa del Quidditch. "Nessuno si era mai lamentato, non voglio fare l'influencer. Volevo solo fare satira", ha commentato il ravennate in merito alla vicenda.
"Quando il prete solleva il turibolo con l'incenso sembra la finale di coppa del mondo di Quidditch". Era questo il tono "ironico" utilizzato da Taylor Ragazzini, 31enne di Ravenna che con le sue recensioni alle chiese e agli outfit dei preti si è costruito un seguito di almeno 10mila followers sulla piattaforma di TikTok, sulla quale è altresì conosciuto con il nome di "Taylorismo". Il suo stile, definito "satirico" e "dissacrante", ha caratterizzato una serie di recensioni (sei in tutto) in cui il giovane ravennate descriveva le chiese della città romagnola, partendo dall'esterno per poi proseguire all'interno degli edifici nonostante lo svolgimento delle funzioni fosse in corso. “Ma sono il tuo recensitore di messe, valuteremo la location”, sarebbe stato solito dire all’inizio dei video di quel format, che poi proseguivano seguendo un macro-tema specifico, che poteva essere il mondo calcistico o quello immaginario di Harry Potter, "ironizzando" sul turibolo con l’incenso, sulle ostie e su altri momenti tipici delle funzioni religiose.
I video hanno tuttavia suscitato l'irritazione di qualcuno, la cui segnalazione agli inquirenti è costata a Ragazzini un’indagine a suo carico per offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone e di cose, regolato nel codice penale dagli articoli 403 e 404. Non è chiaro, al momento, quale dei sei video abbia fatto scattare l’iscrizione nel registro degli indagati, né chi abbia fatto partire la segnalazione. Per quanto riguarda, invece, l'impostazione della sua difesa, affidata all'avvocata Giovanna La Mela, indiscrezioni rivelano che potrebbe vertere sulla libertà di manifestazione del pensiero, sancita e tutelata dall’articolo 21 della Costituzione italiana vigente. L'indagato ha respinto tutte le accuse sostenendo di aver sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso, anche in virtù dei suoi studi legati all'antropologia: "Ho sempre cercato di portare rispetto, sono solo una persona curiosa. Io credente? Non posso dire di non credere, ognuno ha le sue credenze. Mi pongo domande e, da antropologo, mi interessano molto certe dinamiche", ha commentato.
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