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Maltempo Sicilia, oltre €1mld di danni dopo ciclone Harry, crollate strade e ponti, distrutte case lungo costa da Messina a Siracusa – VIDEO

Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia, che ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia

24 Gennaio 2026

Inizia la conta dei danni dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha colpito duramente il Sud Italia con violente mareggiate e raffiche di vento. La Sicilia è la regione più colpita dal maltempo, con una stima complessiva che supera il miliardo di euro. Distrutte infrastrutture, strade, ponti e attività produttive lungo le coste. Particolarmente martoriata la fascia ionica, da Messina a Siracusa.

Maltempo Sicilia, oltre 1mld di danni dopo ciclone Harry, crollate strade e ponti, distrutte case lungo costa da Messina a Siracusa

È iniziata la conta dei danni del maltempo dopo che il ciclone Harry, che in queste ore sta perdendo energia, ha colpito duramente il Sud Italia con violente mareggiate e forte vento che hanno imperversato su Sicilia, Calabria e Sardegna. Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia, che ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia. Nel frattempo, lo stato di allerta scende da rossa a gialla in Calabria e Sardegna, e a verde in Sicilia.

Per quanto riguarda la Sicilia, una prima stima dei danni è stata fatta dalla Protezione civile regionale e dal presidente della Regione Renato Schifani che, al termine della giunta straordinaria, ha dichiarato lo stato di emergenza per i danni causati dal ciclone, parlando di 741,5 milioni di euro. Il governo siciliano ha già stanziato i primi 50 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altri 20 milioni. L’incontro era finalizzato a deliberare la richiesta di calamità naturale. Un analogo provvedimento, propedeutico alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo nazionale, verrà adottato anche dai presidenti delle regioni Calabria, Roberto Occhiuto, e Sardegna, Alessandra Todde. Ai 741,5 milioni di euro si dovranno aggiungere, apprende l’Ansa da fonti istituzionali regionali, i mancati redditi delle attività produttive, sui quali si lavora a ristori e contributi.

"È stato un evento immane, il ciclone più violento degli ultimi anni - ha detto Schifani -. Il sistema di pre-allerta ha funzionato, ci sono danni enormi alle cose ma per fortuna nessun danno alle persone. Ringrazio i sindaci per la collaborazione, anche loro hanno la nostra totale vicinanza per questa sciagura. La Regione sarà a fianco dei siciliani e di chi ha subito danno diretti e indiretti". Nelle prossime ore il governatore si recherà nei luoghi più colpiti dal ciclone, "per stare vicino alla popolazione, agli imprenditori e agli amministratori locali". "Ho parlato col ministro Nello Musumeci - ha aggiunto Schifani -. Ci è stato raccomandato di essere completi nell'acquisire la documentazione sui danni e poi procederemo con la richiesta dello stato di calamità naturale nazionale". Il governo Schifani sta valutando anche l'eventuale ricorso al fondo di solidarietà dell'Ue e la riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie.

La drammatica situazione dei danni del maltempo nelle tre regioni è seguita "con attenzione" dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è "particolarmente vicina alle comunità colpite". E annuncia che "il governo sosterrà le comunità che hanno subito danni" e che "nei prossimi giorni il ministro Nello Musumeci e il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano si recheranno nelle aree colpite per individuare, insieme ai presidenti delle Regioni, le azioni necessarie al superamento dell'emergenza". Solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite sono state espresse anche dai presidenti del Senato, Ignazio La Russa, e della Camera, Lorenzo Fontana, e dal vicepremier Matteo Salvini.

Tra le coste maggiormente martoriate quella ionica della Sicilia: lungomari crollati, case e negozi invasi da acqua e detriti, spiagge spazzate via. La tratta ferroviaria Messina-Siracusa è ferma: il terrapieno su cui poggiano i binari a Scaletta Zanclea è stato letteralmente distrutto. In ginocchio la zona turistica di Taormina, con lidi cancellati dalla violenza del mare, mentre a Giardini Naxos è crollata parte del molo Schisò. Sempre nel Messinese si registrano paesi senza acqua e luce e le Eolie sono rimaste isolate.

Gravi danni anche nel Catanese, dove le mareggiate hanno distrutto abitazioni sui lungomare, come a Riposto e a Stazzo, con muri abbattuti dalla forza delle onde. A Catania il mare ha invaso le strade, portando via parte del lungomare della scogliera di Ognina e riversando sull’asfalto la sabbia della Plaia. Distrutto anche un ristorante storico nella spiaggetta di San Giovanni Li Cuti. Decine di famiglie sono state soccorse ed evacuate a scopo precauzionale.

Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, parla di "fenomeno mai visto in 60 anni". Schifani esprime infine "un sentito ringraziamento alla Protezione civile regionale, ai volontari, ai Comuni, ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine e alle migliaia di persone impegnate, senza sosta, nelle ore più difficili dell'emergenza", consentendo di "evitare la perdita di vite umane".

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