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Astrid Palmieri (Basf): puntare ora sull'economia circolare

11 Settembre 2020

Astrid Palmieri (Basf): puntare ora sull'economia circolare
Roma, 11 set. (askanews) - Puntare con decisione sulla sostenibilità e su un'autentica svolta verso l'economia circolare: per Astrid Palmieri, Sustainability manager Italia e European Sustainability coordinator di BASF, è questa la strada da seguire per reagire in modo resiliente alla crisi innescata dalla pandemia Covid-19. Intervenendo sulla rubrica "Cara Italia, ti scrivo" lanciata da askanews, in collaborazione con Globe, Associazione nazionale per il Clima, Palmieri sottolinea come le imprese abbiano un un ruolo fondamentale durante la crisi, e ancor di più lo hanno ora nella fase della ripartenza. Le imprese tutte, ma quelle della chimica - come BASF che da 25 anni è in prima linea per sviluppare soluzioni più sostenibili che rispondano alle esigenze della società - in modo particolare. "Perché? Perché la chimica intelligente è parte integrante della nostra vita quotidiana ed è "dietro" ad ogni cosa, dall'agricoltura alla farmaceutica, passando per energia, beni di largo consumo, materiali. Fornisce un contributo tanto invisibile quanto irrinunciabile. E infatti proprio nel caso del Coronavirus, sin dalla Fase 1, ha rappresentato un valido alleato e offerto un apporto indispensabile nella gestione dell'emergenza. Mascherine, guanti, farmaci, disinfettanti, respiratori ma anche letti e cuscini, per non parlare di cibo e bevande o degli strumenti tecnologici che ci hanno permesso di rimanere operativi anche in quarantena: sono tutti oggetti e beni che, senza il nostro apporto, non sarebbero potuti mai essere prodotti, né resi disponibili in quantità elevate e ad un prezzo equo". Per Astrid Palmieri, l'emergenza Covid di fatto ha "accelerato "una serie di macro-trend che erano già in atto riguardo la sostenibilità. "Li ha rafforzati - dice - e in questo senso la crisi può essere senz'altro un volano di sviluppo e di innovazione per le imprese e la società nel suo complesso. Lo stiamo riscontrando anche guardando alle richieste che ci arrivano dal mercato, dai nostri clienti a livello globale. Faccio qualche esempio concreto. Aria pulita e riduzioni di CO2: il Covid ha evidenziato un collegamento tra inquinamento atmosferico e incidenza del contagio e più in generale delle malattie. Rimane quindi prioritario lavorare per ridurre i gas serra e l'inquinamento atmosferico. Catene di fornitura sostenibili e più corte: tutti abbiamo visto cosa ha comportato l'emergenza nel reperimento di alcuni beni essenziali, mascherine in primis. Se vogliamo costruire una società più resiliente, dobbiamo lavorare sempre di più per accorciare le catene di approvvigionamento e ridurre lo spreco di materiale e in questo alcune tecnologie su cui stiamo lavorando, penso alla stampa 3D ma più in generale a tutto il mondo del digitale, possono rappresentare soluzioni avanzate". "Ma ridurre gli sprechi significa anche e soprattutto virare il nostro modello produttivo, il nostro modo di vivere direi, verso un'economia più circolare - aggiunge - BASF è attiva sulla sostenibilità da 26 anni e il nostro approccio al tema è diventato progressivamente più consapevole e globale: dalle azioni per tutelare l'ambiente e ridurre l'impatto ambientale dei nostri prodotti siamo passati a considerare la sostenibilità come parte integrante della strategia aziendale. Vogliamo essere leader in questo ambito, "thought and action leader". Non a caso il nostro claim è "We create chemistry" che significa che noi creiamo chimica: chimica per un futuro migliore, chimica per rispondere alle sfide della globalizzazione in un mondo sempre più sovrappopolato e con risorse sempre più scarse". Tra le sfide più importanti e complesse che l'economia circolare lancia a imprese e consumatori c'è senza dubbio quella che riguarda la plastica, il suo utilizzo e soprattutto la sua gestione a fine utilizzo."Le materie plastiche, come abbiamo visto e in un certo senso riscoperto con l'emergenza Covid offrono dei comprovati vantaggi nella loro fase di utilizzo e sono fondamentali per supportare la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio - argomenta Palmieri - Ad esempio per la conservazione degli alimenti: la plastica per imballaggi alimentari aiuta a ridurre gli sprechi alimentari. Il problema quindi non è la plastica ma i rifiuti di plastica! La plastica è troppo preziosa per essere sprecata. La plastica non appartiene a fiumi, oceani o discariche. La plastica appartiene a un'economia circolare. Ed è per questo che come BASF siamo impegnati, con i nostri partner , ma anche con altre grandi aziende a livello globale, siamo tra i co-fondatori dell'Alliance to End Plastic Waste, - in una pluralità di iniziative e progetti". "In particolare i nostri centri di ricerca hanno lavorato sul riciclo chimico della plastica - prosegue il Sustainability manager Italia e European Sustainability coordinator di BASF - Con il nostro Chemcycling superiamo uno dei limiti intrinseci dell'attuale modello di smaltimento dei rifituti plastici. Con il riciclo chimic
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