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Doc Nelle tue Mani STORIA VERA di Pierdante Piccioni: recupererà la memoria?

12 Novembre 2020

Doc Nelle tue Mani STORIA VERA di Pierdante Piccioni: recupererà la memoria?

Fonte: screenshot Rai Play

La fiction di Rai 1, Doc - Nelle tue Mani, è liberamente tratta da una storia vera, quella di Pierdante Piccioni. Nella sua storia la cosa che più ha in comune con il suo omologo televisivo interpretato da Luca Argentero sono quei 12 anni di buco nella memoria. Ecco la VERA STORIA di Pierdante Piccioni.

Doc STORIA VERA: Pierdante Piccioni ha recuperato la memoria?

Tutto inizia il 31 maggio del 2013. Pierdante Piccioni ha 54 anni e sta andando al lavoro, primario di proto soccorso, all’ Asst di Lodi. Ma proprio su quella strada percorsa abitualmente ha un incidente e finisce in coma per poche ore. Al suo risveglio nella sua memoria c’è un buco.

Doc tratto da una storia vera: il risveglio di Perdante Piccioni

Per Pierdante Piccioni il mondo si è fermato il 25 ottobre 2001. E' infatti convinto che l’ incidente sia avvenuto dopo aver accompagnato a scuola suo figlio di otto anni, con le paste per la festa del compleanno. Vede invecchiati i colleghi con cui lavoro da tempo, così come sua moglie: lui se la ricorda assegnista di ricerca e se la ritrova docente universitaria con qualche ruga in più (fa la psicologa). Nella vicenda vera il rapporto con la moglie non è andato in crisi nei 12 anni trascorsi che lui non ricorda, ma la ritrova accanto a sé anche se ovviamente bisogna fare i conti non semplici con il buco. Inoltre Piccioni non ha, a differenza del suo alter ego televisivo, tradimenti propri e una separazione da dimenticare perché non ci sono stati, ma ha cancellato dalla memoria una grave malattia della moglie e tutto l’ impegno che ci ha messo per salvarla portandola a curare dall’ altra parte del mondo.

Doc nelle tue mani storia vera: l'incontro con i figli

Il momento più difficile del risveglio è incontrare i figli (a differenza della fiction due maschi in buona salute). Fatica a riconoscerli e ad accettarli, non ricorda niente del loro percorso di crescita. Sarà un lavoro lungo ricostruire con pazienza, fatica, sfuriate, incomprensioni, affetto e silenzi il rapporto con loro. Piccioni dovrà lavorare anni per rimettere insieme il puzzle monco della sua esistenza trascorsa. Rivive da zero il lutto per la madre scomparsa tre anni prima dell’ incidente, fatto che i suoi ricordi hanno cancellato.

Doc storia vera: Piccioni recupera la memoria?

Piccioni si rende conto che dalle ricostruzioni dei fatti resagli da chi gli è vicino manca la componente emozionale che niente e nessuno potrà ridargli se la memoria non torna. Ma la domanda che ci facciamo tutti è: l'uomo ha poi recuperato la memoria perduta? La triste e tragica risposta è no, la memoria non è più tornata Pierdante Piccioni.

Doc nelle tue mani tratto da una storia vera: la vita dopo la perdita della memoria

Pierdante Piccioni ha un problema anche dal punto di vista professionale: ricorda di essere un medico e in una certa misura lo è ancora. Non ha perso le nozioni e l’esperienza acquisite fino al 2001 ma ha smarrito 12 anni di aggiornamento in cui la medicina ha anche cambiato pelle, affidando molte più diagnosi a strumenti come Tac, ecografie, risonanze magnetiche, che le nuove tecnologie hanno reso negli anni sempre più sofisticate.

Quando il direttore sanitario del suo Ospedale, a Lodi, gli prospetta la possibilità del congedo con pensione di invalidità Piccioni capisce che vuole tornare a fare il medico e rifiuta il pensionamento. Si tuffa in uno studio matto e disperatissimo e in due anni riesce a recuperare le nozioni perse.

Doc nelle tue mani storia vera: Pierdante Piccioni di nuovo medico

Pierdante Piccioni dopo aver studiato come un matto riceve l'idoneità dai medici del lavoro. Rientra a Lodi con un incarico che non è il suo di primario del pronto soccorso, ma in uno stanzino assegnato temporaneamente alla UO Gestione Formazione e Sviluppo Risorse Umane, ruolo molto meno operativo del precedente, e intanto continua a studiare. A differenza che nel telefilm, non c’ è nessun figlio morto bambino nel suo passato e nessuna diagnosi sbagliata sua a riguardo: in questo la fiction è davvero molto liberamente ispirata, come lo è nelle relazioni sentimentali.

Alla fine i medici del lavoro riconoscono a Piccioni l’ idoneità a rientrare nel suo vecchio ruolo: non solo è ancora in grado di fare il medico ma anche di fare il primario del pronto Soccorso, anche se l’ ospedale di Lodi ha appena messo a concorso il posto per sostituirlo. Chiede di essere assegnato a Codogno dove nel 2015 viene nominato Direttore dell’ Unità Operativa (Struttura Complessa) di Pronto Soccorso ed Accettazione del P.O di Codogno dell’ Azienda Ospedaliera di Lodi.

Doc nelle tue mani ispirato a una storia vera: CORONAVIRUS

Durante l’ epidemia di Covid, Piccioni ha lavorato in prima linea a Lodi, dove ha dato vita all'unità di Integrazione Ospedale Territorio e Appropriatezza della Cronicità: con il compito di creare percorsi adeguati per pazienti usciti dalla fase iperacuta. Non gli piace l’ etichetta di eroi che è stata cucita addosso ai medici in questi mesi, preferisce sentirsi una persona con senso del dovere e un occhio agli ultimi e ai penultimi.

Doc tratto dal libro: MENO DODICI

La parte della sua storia che coincide cronologicamente con la serie Tv è raccontata nel libro Meno dodici (Mondadori), scritto con Pierangelo Sapegno. Altri due libri sono usciti, perché a scrivere ci ha preso gusto e perché è terapeutico.

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