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Vanessa Incontrada su Vanity Fair senza veli: 'Nessuno mi può giudicare'

Fa il giro del web la foto che ritrae Vanessa Incontrada senza veli sulla copertina di Vanity Fair. Il messaggio dell'attrice contro il body shaming

30 Settembre 2020

Vanessa Incontrada su Vanity Fair senza veli: 'Nessuno mi può giudicare'

Vanessa Incontrada (fonte foto Lapresse)

"Nessuno mi può giudicare" si legge sulla copertina del settimanale Vanity Fair in edicola da oggi. Un motto forte e fuori dagli schemi, esattamente come la fotografia in prima pagina che ritrae Vanessa Incontrada senza veli. L'attrice vuole trasmettere così un messaggio di positività. La Incontrada - da sempre al centro di numerose critiche per il proprio aspetto fisico - posa nuda per Vanity Fair. Una scelta azzardata, ma che si rivela portatrice di un grande messaggio: Bisogna accettare il proprio corpo e non ascoltare i giudizi altrui.

Vanessa Incontrada su Vanity Fair: il messaggio contro il body shaming

Vanessa Incontrada si mostra, ancora una volta, attiva contro la lotta al body shaming. L'attrice e presentatrice amata dal pubblico italiano, si mostra in tutta la sua bellezza, senza vestiti nè intimo. La Incontrada, più volte criticata per la sua forma fisica non adatta per stare in televisione, non sembra rispettare i canoni imposti dalla società. Ma di questo non se ne fa una colpa, né tantomeno si vergogna. "Un messaggio a tutte le donne e a tutti gli uomini per affrontare, capire e celebrare la vera bellezza" dichiara la Incontrada.

Vanessa Incontrada sulla copertina di Vanity Fair

Su Vanity Fair, Vanessa Incontrada posa senza veli. Sulla copertina del settimana l'attrice si mostra fiera del proprio corpo, anche se - a detta delle critiche - imperfetto. Ma il messaggio che vuole trasmettere è ben diverso dal semplice mostrarsi senza vestiti: con il suo fisico morbido ma tonico, le gambe accavallate e la mano per coprire il seno, la Incontrada sostiene il movimento body positive. Propone un'ideale di bellezza inclusiva e fuori dal canoni estetici tradizionali.

Vanessa Incontrada: la foto fa il giro del web

Migliaia sono già le condivisioni di questa copertina del settimanale Vanity Fair. Vanessa Incontrada sembra essere riuscita nel suo intento. Mostrandosi in foto con guardo fiero e sincero, in una posa sexy, l'attrice combatte il bullismo contro il corpo e le sue forme. La foto in poche ore sta facendo il giro di tutto il web.

Di seguito è riportata l'intervista rilasciata da Vanessa Incontrada a Vanity Fair, numero 40, in edicola fino al 6 ottobre 2020.

https://www.instagram.com/p/CFuDwlKncFA/?utm_source=ig_embed

Ecco l'intervista su Vanity Fair di Vanessa Incontrada

Al perché di questa copertina ci arriviamo dopo, inutile bruciare le tappe, no? Facciamo un passo indietro: Barcellona e la bancarella dei suoi genitori.
«Mia madre e mio padre erano artigiani e vendevano pupazzi di tela alla Fiera di Barcellona. Accanto a noi c’era una bancarella di altri commercianti: uno di loro insisteva con mia madre. Diceva: “Vanessa è molto bella, ha delle possibilità, parlane con qualcuno”. Così fissiamo un appuntamento in un’agenzia di modelle che mi iscrive a un concorso di bellezza. Mi ricordo che mi sono presentata con gli abiti di mia madre, mi sentivo ancora una bambina. Finisce che vinco il concorso e mi ritrovo a Milano, sotto la pioggia. È stato l’inizio dell’avventura. Tutta la mia vita è girata così, come per caso, come se fossero le cose a cercare me».

Lo ripete sempre nelle interviste: sono le occasioni a cercare lei, non lei le occasioni.
«Guardi, succede ancora oggi. Pensi che con Pupi Avati, che nel 2003 mi scelse per Il cuore altrove, non feci neppure il provino. Anzi, ora che ci penso, non ho proprio mai fatto nessun provino. E se oggi qualcuno mi dicesse che devo farne uno, andrei in ansia».

L’hanno scritturata sulla parola?
«Sì, sempre. Tutto è successo incontrandomi».

E com’è stato il primo ciak senza aver fatto nemmeno un provino?
«Ah, quello lo ricordo benissimo. Arrivo sul set, di fronte a tutta la troupe, e mi ritrovo faccia a faccia con Giancarlo Giannini, ovvero niente meno che il volto del cinema italiano. Alla prima scena non avevo la minima idea di quello che dovevo fare. Ma, come sempre mi capita, come ho imparato a fare, mi sono lasciata guidare da Pupi Avati».

Un passo indietro, la sua prima volta in tivù.
«Superclassifica Show. Ultimamente ho rivisto su Internet la puntata in cui intervistavo Piero Pelù. Avevo una voce da bambina che mi ha intenerito. Guardandomi mi veniva voglia di prendere quella bambina e di stringerla forte tra le braccia e dire a tutti: guai a chi la tocca, se le fate del male vi spacco la faccia».

È mai capitato che qualcuno le facesse del male?
«Sì. E ha volte l’ho fatto pure io ad altri».

Mi racconti di quando lei avrebbe fatto del male ad altri…
«Quando ero adolescente ho sofferto molto per la separazione dei miei genitori. Erano anni complicati e alla mia sofferenza si è aggiunto lo spirito ribelle e anche un po’ egoista di quell’età. Diciamo che non ero proprio la persona più simpatica con cui stare. Rimpiango di non aver trattato bene i miei genitori in quel periodo. Però quando finisce un’era, soprattutto un’era d’amore, è sempre difficile. Prima c’era una famiglia, poi eravamo solo tre donne: io, mia sorella e mia madre».

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