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Benedetto Croce

Mondo Rai/ Appuntamenti e novità

06 Settembre 2020

Mondo Rai/ Appuntamenti e novità

È l'isola più occidentale dell'arcipelago delle Filippine ed è nota ai suoi abitanti come “l’ultima frontiera”. Il nuovo episodio della serie “Wild Filippine” in onda venerdì 4 settembre alle 13.50 su Rai5, esplora l’isola di Palawan e le sue antiche foreste pluviali, le coste incontaminate, le barriere coralline e gli incredibili tesori sotterranei del suo territorio. La puntata mostra piante carnivore di dimensioni sufficienti per annegare un topo, incontra una fondazione locale che ha contribuito a salvare le sorti dello straordinario cacatua delle Filippine, visita una delle nuove sette meraviglie naturali del mondo: il Parco Nazionale del Fiume sotterraneo di Puerto Princesa. Il parco ospita una grande varietà di paesaggi e di forme viventi e accoglie il più lungo fiume sotterraneo navigabile al mondo. Il suo percorso attraversa grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, snodandosi tra cunicoli e gallerie, per poi sfociare nel Mare Cinese Meridionale. A chiudere l’episodio è un'esperienza subacquea come nessun'altra: un’immersione a Tubbataha Reef tra mante, squali martello, seppie fiammeggianti e oltre 600 altri tipi di pesci. A dicembre, si assiste a un'invasione del più grande branco di squali balena sulla Terra che migrano qui per banchettare su vaste fioriture di plancton.

Il 4 maggio 1949, alle 17.04, l’aereo con a bordo l’intera squadra del Grande Torino si schianta sulla Basilica di Superga. Scompare l’intera squadra. La tragedia, che colpisce al cuore non solo la città di Torino, ma l’intera nazione, è ripercorsa dal professor Paolo Colombo e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Il Grande Torino è una squadra fortissima, che ha dominato tutti i campionati (dal 1945 al 1949) in un periodo difficile per il Paese: quello della ricostruzione post Seconda Guerra Mondiale. Mazzola, Gabetto, Loik, Bagicalupo sono alcuni dei giocatori che oltre a vestire la maglia del Toro, difendono anche i colori azzurri. Sono eroi per i bambini, sono idoli per la gente che, in quegli anni, si affida anche al calcio (e al nascente totocalcio) per ricominciare a sognare una vita migliore dopo gli anni bui della guerra e della dittatura.

Domani a mezzanotte e 30 su Rai3 si affronta il problema degli “italiani senza cittadinanza”. Sono circa un milione, soprattutto bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri o arrivati qui quando erano piccoli. Vivono una condizione quotidiana di debolezza, privati di quei diritti fondamentali che i “cittadini italiani” possono dare per scontati. Il documentario del bolognese Matteo Parisini, “Il nostro Paese”, racconta la vita di alcune ragazze “italiane” a tutti gli effetti – dalla lingua “madre” all’uso del dialetto, dalle abitudini alimentari al lavoro, dalle amicizie ai passatempi – a cui però manca il riconoscimento giuridico. Come vivono quotidianamente questa contraddizione? Cosa significa sentirsi “quasi italiane”? Come sognano i loro futuro? Prevale la speranza o lo scoramento, la frustrazione o la passione? Da Napoli a Trieste, passando per Barletta e Reggio Emilia, il documentario è anche un’occasione per esplorare la provincia italiana: la vita reale di un Paese che talvolta si rivela migliore rispetto a quanto il racconto mediatico dipinge quotidianamente, un Paese spesso capace di offrire sorprendenti e concrete pratiche di integrazione.

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