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Benedetto Croce

Mondo Rai / Appuntamenti e novità

22 Agosto 2020

Mondo Rai / Appuntamenti e novità

Il 27 febbraio 1933 il Palazzo del Reichstag, sede del Parlamento tedesco, viene distrutto da un incendio. Hermann Goering accusa immediatamente i comunisti: molti tesserati e funzionari del partito, tra cui i comunisti bulgari Georgi Dimitrov, Blagoj Popov e Ernst Torgler, vengono arrestati in quanto ritenuti colpevoli, insieme a Marinus van der Lubbe, di avere preso parte all’incendio del Reichstag. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Ernesto Galli della Loggia e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Il giorno dopo Hitler ottiene dal presidente Hindenburg la firma di un decreto d’emergenza. È il primo di una serie di decreti che progressivamente sospendono gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione della Repubblica di Weimar. Il 21 settembre 1933 a Lipsia si apre il processo ai presunti incendiari del Reichstag. Marinus van der Lubbe viene condannato a morte mentre i tre comunisti bulgari vengono prosciolti e Georgi Dimitrov, che riesce a capovolgere radicalmente l’andamento del processo accusando il tribunale e le autorità fasciste di voler annientare il Partito comunista, diventa il simbolo della lotta antifascista e il processo si trasforma nella prima grande azione di resistenza al fascismo in Europa.

Un’impresa imponente, a metà tecnologia e archeologia: la realizzazione della quarta replica della “Cappella Sistina” del Paleolitico, la Cava di Lascaux: la racconta "Passaggio a Nord Ovest, il programma ideato e condotto da Alberto Angela con la collaborazione di Gianpaolo Tessarolo, Emilio Quinto e la regia di Gianpaolo Tessarolo, in onda domani alle 23.55 su Rai1. Scoperta in Dordogna, nel sud-ovest della Francia, durante la Seconda Guerra Mondiale, il sito fa parte di un gruppo di cave divenute famose per via di alcune decorazioni risalenti all'epoca Paleolitica. Dopo 20 anni dalla loro scoperta, le cave furono chiuse al pubblico al fine di preservare l'integrità dei dipinti. Nel dicembre del 2016, gli stessi dipinti sono stati nuovamente rivelati al pubblico, grazie alla realizzazione della più grande "copia vivente" in 3d che sia mai stata fatta di una cava di tali dimensioni.

Uno dei più grandi titoli della commedia a stelle e strisce, nella versione scenica realizzata nel 1955 con la regia di Silverio Blasi e ispirata al film omonimo diretto da Frank Capra nel 1944, interpretato da Cary Grant: è “Arsenico e vecchi merletti”, in onda domani alle 15.45 su Rai5, per il ciclo “Dal cinema al teatro”. Nel cast teatrale ci sono Lina Paoli, Laura Carli, Fulvia Mammì, Romolo Costa, Aldo Pietrantoni, Armando Anzelmo, Diego Michelotti, Paolo Carlini, Gianni Bortolotto, Dino Peretti, Loris Gafforio, Gastone Ciapini, Giampaolo Rossi, Enrico Glori. Lo scrittore Mortimer Brewster, ex scapolo convinto, torna a casa dalle zie Abby e Martha per raccontare del suo fresco matrimonio con Elaine Harper. Ma una volta giunto scopre che le due amabili e anziane ziette "aiutano" quelli che affettuosamente chiamano i "loro signori", ossia gli inquilini ai quali affittano le camere, a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra, offrendo loro del vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni. Dopodiché li seppelliscono nella cantina di casa dove il fratello di Mortimer, Teddy (che crede di essere Theodore Roosevelt), scava e ricopre di continuo nuove buche per occultare i cadaveri. Mortimer cerca di sventare i piani dei famigliari, che reputa ormai pazzi, ma a complicare le cose è l’arrivo del fratello pluriomicida Jonathan.

Hitler, Goebbels, Himmler, gerarchi, soldati. Uomini, sempre uomini, solo uomini. Così è stato raccontato il nazismo: un affare di uomini. E le 12 milioni di donne affiliate al partito nazista? Le 600.000 infermiere addestrate a curare i soldati e a sopprimere le vite indegne di essere vissute? Le 500.000 ausiliarie della Wehrmacht? Le spietate guardie dei campi di concentramento? Le compagne e le mogli amorevoli? Fino alla più fanatica di tutte, Magda Goebbels, capace di sacrificare i suoi sei figli. Storie raccontate da Paolo Mieli in "La Grande Storia" in onda domani alle 21.20 su Rai3. Accanto alle donne, ci sono i giovanissimi del Terzo Reich: gli alleati li chiamano “Baby Division”. Sono i soldati della XII divisione corazzata delle Waffen-SS “Hitlerjugend”. Ragazzi, poco più che bambini, ma già macchine da guerra spietate. Vivono come dentro un sogno, o meglio un incubo chiamato nazismo. Da cui si risvegliano solo con la morte di Hitler. E per ogni carnefice, c’è una vittima, anzi decine di vittime: primi tra tutti gli ebrei. Come Liliana Segre, senatrice a vita: una famiglia normale, un’infanzia felice, la scuola, le amiche. Poi, all’improvviso, tutto cambia, perché è ebrea. Allora cominciano le discriminazioni, la clandestinità, la fuga, l’arresto, l’orrore. Una vita esemplare. Un ricordo toccante. La voglia, la necessità di non dimenticare ma sempre senza rancore, senza odio. Ma c’è anche chi si ribella all’orrore, chi rischia la propria vita per salvare quella di tanti altri. Come i “congiurati” dell’isola Tiberina a Roma: un antico spartiacque del fiume Tevere. Da una parte Trastevere, dall’altra il Ghetto ebraico. Qui sorge l’ospedale Fatebenefratelli. Qui nel 1943 si diffonde un’epidemia contagiosa: quella del morbo K. Un morbo inventato da medici-eroi. Un morbo che non uccide, ma salverà tante persone dalla furia nazista.

Domani alle 21.10 su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre), un frenetico racconto d’amore e d’avventura con spari, inseguimenti e identità misteriose nel film “Bang Bang” di Siddharth Anand. La bella Harleen, impiegata di banca, incontra l'affascinante Rajveere e la sua vita si trasforma da un giorno all'altro in una corsa senza fiato fra mille pericoli. Protagonisti di questo film “made in Bollywood” sono Katrina Kaif e Hrithik Roshan.

Quali sono le strategie di caccia di ragni e scolopendre che vivono sul nostro territorio? Lo svela “Wild Italy” nella puntata in onda domani alle 14.00 su Rai 5. Dal ragno lupo alla tarantola, dalla vedova nera al ragno vespa che costruisce grandi tele verticali, il documentario descrive, attraverso immagini macrofotografiche, i comportamenti di questi piccoli, ma micidiali predatori a otto zampe, tutti rigorosamente italiani. Gli ambienti nei quali si muovono spaziano dagli aridi calanchi, alle gravine rupestri, ai boschi, ai prati ricchi di fioriture, alle sponde dei ruscelli e perfino alle grotte. L’episodio mostra queste specie di ragni descrivendo tutte le fasi del loro ciclo vitale.

La fine della Seconda Guerra Mondiale non segna per l'Unione Sovietica la fine dei gulag, i campi di lavoro forzato. Anzi, in alcuni casi si assiste ad un inasprimento delle condizioni di vita all'interno dei campi, in particolar modo per i prigionieri “politici”. Bisognerà aspettare la morte di Stalin affinché l'Arcipelago Gulag venga pian piano smantellato. Lo racconta l’ultimo episodio della serie “Gulag”, in onda domani alle 21.10 su Rai Storia. I campi di lavoro forzato nascono all'indomani della Rivoluzione in Russia del 1917 per volere del regime bolscevico che manda nei gulag tutti gli oppositori, nella maggior parte dei casi uomini e donne totalmente innocenti, condannati senza nessun processo. Privi di ogni diritto, i prigionieri subiscono un regime carcerario durissimo, fatto di duro lavoro nelle proibitive condizioni della Russia del nord, con neve e freddo estremo.

Doveva essere il capolavoro della sua vita, una scultura colossale popolata da dannati, donne che aveva amato e una moltitudine di segreti. Il documentario “Rodin: divino inferno” - che apre la puntata del programma di Rai Cultura “Art Night” in onda domani alle 21.15 su Rai5 - va alla scoperta di una creazione misteriosa, una scultura incompiuta di Auguste Rodin, sul quale lo scultore lavorò per più di trent'anni fino alla morte. L'artista non vide mai fondere la propria opera, oggi nota col nome di “La porta dell'Inferno”, ma dal modello in gesso sono stati fusi otto originali, custoditi in vari musei sparsi per il mondo. Questo lavoro ossessionò lo scultore per anni: un’opera monumentale che l'artista si ostinò a nascondere fino alla fine dei suoi giorni, e che oggi pone un enigma straordinario. A seguire una puntata della serie “Civilizations, l’arte nel tempo”, che in nove episodi spazia tra 31 paesi, sei continenti e oltre 500 opere d'arte. Al centro dell’episodio, il rapporto tra arte e religione: nella storia, la religione ha ispirato l’arte, e l’arte religiosa ha ispirato l’immaginario collettivo.

Cagliari: una città di arrivi e ripartenze, di scambi tra culture e civiltà, dai fenici ai cartaginesi, ai romani, agli aragonesi, fino a diventare capitale di quel Regno di Sardegna che avrebbe poi dato origine al Regno d’Italia. Lo racconta il doc di Daniela Mazzoli per la serie “Mare Nostrum”, in onda domani alle 22.10 su Rai Storia: una città di mare, ma senza una flotta; una città con tre porti; una città di pescatori “interni”, poiché il mare entra in città, con correnti di acqua salata che incontrano l’acqua dolce dei fiumi creando un ecosistema complesso e rarissimo. Ma Cagliari è nota anche per le enormi ricchezze minerarie e la sua straordinaria produzione di sale. Il documentario racconta, inoltre, le storie di santi e martiri venuti dalle province romane e diventati salvatori e protettori di Cagliari; ma anche i miti di una città chiusa tra la Sella del Diavolo e il Golfo degli Angeli, in un panorama che lo scrittore D. H. Lawrence definiva una “fine del mondo”, una pianura di sale e sabbia da cui si alza la città come una colonna di roccia rosa. Con la logica di un labirinto Cagliari racchiude quartieri, vicoli, chiese, che ne raccontano, stratificandosi, le vicende storiche. La più grande necropoli fenicia esistente, resti di ville e strade romane che scorrono sotto quelle attuali, chiese sorte su castelli e bastioni elevati come una piazza sul mare.

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