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Diodato, è sua la miglior canzone ai David di Donatello: "Che emozione"

09 Maggio 2020

Diodato, è sua la miglior canzone ai David di Donatello: "Che emozione"
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Diodato, è sua la miglior canzone ai David di Donatello: Che emozione

"Due delle più grandi passioni della mia vita si sono incontrate di nuovo e mi hanno regalato questa emozione, questa gratitudine". Inizia così il post su Instagram di Diodato che, con la sua 'Che vita meravigliosa' presente nel film 'La dea fortuna' di Ferzan Özpetek, ha vinto il David di Donatello per la miglior canzone originale.


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Due delle più grandi passioni della mia vita si sono incontrate di nuovo e mi hanno regalato questa emozione, questa gratitudine. E nel manifestarla, non posso che partire da Ferzan Ozpetek, che ringrazio non solo per avermi permesso di posare le mie note e le mie parole sulle sue immagini, ma per tutto il suo cinema, per tutta la sua passione, per quel fuoco e quello sguardo sulla vita che da sempre mi ispira. Non sai quante volte, Ferzan, sono tornato a casa con i tuoi personaggi, con quelle atmosfere, con quella musica che avevi scelto, non sai quante! Perciò grazie, ancora una volta. Permettimi di ringraziare anche i tuoi splendidi attori, Stefano, Edoardo, Jasmine e tutta quella squadra che mi ha accolto con la tua stessa gentilezza e delicatezza e mi ha fatto sentire subito a casa. Tutto ciò che mi avevi detto si è avverato e alla fine abbiamo vinto davvero. Grazie ad Alfredo Gramitto Ricci, Claudia Mescoli, Antonella Zappietro e tutta la famiglia Curci che ha lavorato duramente per rendere tutto questo possibile. Vi vorrei abbracciare ma aspetteremo e sarà ancora più bello. Grazie a Dario Giovannini, Giulia Mazzetto e tutta Carosello Records che, quel lavoro straordinario che fa, lo riempie d'amore. Grazie a Giulia Trippa, Valentina Marcandelli e Wordsforyou la cui passione amplifica tutto ciò che faccio. Grazie a Claudio Ongaro che mantiene le promesse. Grazie a Tommaso Colliva che mi ascolta, mi mostra strade, mi sopporta e dà il giusto peso a ogni cosa. Grazie alla mia famiglia che mi ha regalato questa vita meravigliosa. Grazie di cuore a chi mi ha scelto tra nomi così importanti. Era già un onore stare in questa cinquina. Mi permetto di citare il mio amico Dario che di premi ne merita mille. Grazie a tutti coloro mi hanno permesso di sognare e realizzare questi sogni. Tanti di loro sono sognatori come me, professionisti appassionati, studiosi innamorati di un lavoro forse meno visibile ma che in realtà rende possibile una cosa magica, l'arte. Questa drammatica situazione deve trasformarsi nella grande rivoluzione civile e sociale che aspettiamo da anni. #daviddidonatello #chevitameravigliosa #david2020

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"E nel manifestarla, non posso che partire da Ferzan Ozpetek, che ringrazio non solo per avermi permesso di posare le mie note e le mie parole sulle sue immagini, ma per tutto il suo cinema, per tutta la sua passione, per quel fuoco e quello sguardo sulla vita che da sempre mi ispira", scrive ancora l'artista che nel 2020 ha vinto il Festival di Sanremo. "Non sai quante volte, Ferzan, sono tornato a casa con i tuoi personaggi, con quelle atmosfere, con quella musica che avevi scelto, non sai quante! Perciò grazie, ancora una volta - continua - Permettimi di ringraziare anche i tuoi splendidi attori, Stefano, Edoardo, Jasmine e tutta quella squadra che mi ha accolto con la tua stessa gentilezza e delicatezza e mi ha fatto sentire subito a casa. Tutto ciò che mi avevi detto si è avverato e alla fine abbiamo vinto davvero".

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E' lunga la lista di persone che Diodato ringrazia nel suo post sottolineando: "Vi vorrei abbracciare ma aspetteremo e sarà ancora più bello". "Grazie alla mia famiglia che mi ha regalato questa vita meravigliosa. Grazie di cuore a chi mi ha scelto tra nomi così importanti. Era già un onore stare in questa cinquina. Mi permetto di citare il mio amico Dario che di premi ne merita mille. Grazie a tutti coloro mi hanno permesso di sognare e realizzare questi sogni- conclude - Tanti di loro sono sognatori come me, professionisti appassionati, studiosi innamorati di un lavoro forse meno visibile ma che in realtà rende possibile una cosa magica, l’arte. Questa drammatica situazione deve trasformarsi nella grande rivoluzione civile e sociale che aspettiamo da anni".

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