Martedì, 02 Marzo 2021

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Coronavirus, Ascierto: 'Vaccino entro l'estate, iniziata fase 1 sui pazienti'

Ecco le parole del ricercatore dell'Istituto tumori Pascale di Napoli: dal possibile vaccino a luglio, alla saturazione degli ospedali, fino a un ipotetico nuovo lockdown

02 Novembre 2020

Coronavirus, Ascierto: 'Vaccino entro l'estate, iniziata fase 1 sui pazienti'

Vaccino (fonte foto Lapresse)

Entro "l'estate arriverà un vaccino" contro il Coronavirus. A dichiararlo è Paolo Ascierto, ricercatore e oncologo dell'Istituto tumori 'Pascale' di Napoli, intervistato a Il Mattino. L'esperto ha fatto il punto della situazione sul vaccino, parlando della sperimentazione del prodotto-scudo anti Covid-19 dell'azienda italiana Takis.

"Ci stiamo lavorando dall'inizio della pandemia, su sollecitazione della ditta farmaceutica Takis con cui collaboro da tempo per la messa a punto di un vaccino con neoantigeni. A marzo abbiamo avviato lo studio sul vaccino anti-Covid che verrà sperimentato nella fase 1, oltre che al Pascale, anche allo Spallanzani di Roma e all'università Bicocca di Milano" prosegue Ascierto.

A che punto è l'iter dunque? "Abbiamo terminato la sperimentazione sugli animali e iniziamo la fase 1 sui pazienti. Ne verranno selezionati un centinaio con schede sul trattamento e i dosaggi. Dopo 3 mesi potremo esaminare le risposte sugli effetti collaterali e i dosaggi. Poi partirà la seconda fase" risponde Ascierto a Il Mattino.

Si tratterà "di un'ulteriore sperimentazione su altri 100 pazienti, per verificare tossicità e dosaggi", dopo si arriverà alla fase 3, l'ultima, se non si saranno "incontrati intoppi e indicazioni negative in precedenza". La terza fase, prosegue il ricercatore "consente di mettere a confronto gruppi di pazienti trattati con il vaccino in sperimentazione e gruppi senza vaccino. Dai risultati e dalle indicazioni raccolte, si potrebbe poi partire con la produzione".

Ma dunque quando arriverà il vaccino contro il Coronavirus per gli italiani? "Non prima di giugno e luglio del prossimo anno, sempre se tutto procederà bene e se tutte le sperimentazioni avranno fornito risposte positive, come ne abbiamo ricevute dalle sperimentazioni sugli animali" risponde Ascierto a Il Mattino.

Coronavirus Campania contagi: a preoccupare è la diffusione e la velocità del contagio

Nel corso dell'intervista ad Ascierto viene anche domandato quanto ci dobbiamo preoccupare dell'aumento dei contagi da Coronavirus. L'esperto risponde: "Analizziamo l'ultimo bollettino della Regione Campania. Indubbiamente 3.860 positivi e 21.785 test sono un record, con numeri in aumento rispetto al giorno prima. Analizzando i positivi, si vede che i sintomatici sono 174. Scontato che, se avessimo fatto più test in primavera, avremmo avuto risultati con più positivi asintomatici"

"Ma oggi quello che preoccupa è la diffusione e la velocità del contagio" continua l'esperto. Il motivo? I numeri dei posti letto a disposizione in Campania. "Su 227 posti di terapia intensiva, 170 sono già occupati. Di 1.500 posti in degenza normale, ne abbiamo 1.416 occupati".

Poi Ascierto prosegue preoccupato: "Se aumentano i contagi, in proporzione statistica avremo più pazienti sintomatici che avranno bisogno di ricovero. E una catena. Se i numeri aumentano, il sistema rischia il collasso. Le famose 3 T nate dall'esperienza cinese (testare, tracciare, trattare), con questi dati di contagio in aumento rapido rischiano di saltare".

Ma a essere in una situazione pericolosa non sono solo gli ospedali, ma anche il sistema di medicina di base, il quale" è alla saturazione" afferma a Il Mattino l'esperto." Conosco molti colleghi che lavorano sul territorio e hanno decine di pazienti in cura domiciliare, risultati positivi. Molti non riescono a tenere testa all'aumento rapido di assistiti risultato positivi asintomatici, da curare. Significa che la vera risposta è la responsabilità collettiva, nel seguire le indicazioni e i consigli di prevenzione".

Coronavirus lockdown, Ascierto: "Scelta obbligata se non scatta la responsabilità collettiva"

Si arriverà presto a un nuovo lockdown? Secondo Ascierto è possibile: "Si tratta di una soluzione estrema, che abbiamo già sperimentato con successo in primavera. La soluzione che, in maniera drastica, ha scelto la Cina con ottimi risultati. Sappiamo che, dal punto di vista economico-sociale, non ce lo possiamo permettere. Se però non si arresta la crescita dei contagi, e se non c'è uno scatto di responsabilità collettivo, la strada del lockdown diventa obbligata" conclude l'esperto nell'intervista.

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